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Approvazione della Variante Generale del PTCP

La Provincia di Reggio Emilia ha approvato la Variante Generale del PTCP giovedi 17 giugno 2010

IL PTCP APPROVATO

Con delibera di n. 124 del 17/06/2010 il Consiglio Provinciale, esaminate le controdeduzioni ha approvato il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Reggio Emilia.
Le integrazioni e correzioni apportate al piano in sede di controdeduzione alle osservazioni non hanno comportato modifiche sostanziali al quadro degli obiettivi, delle strategie ed alle scelte di tutela e uso del territorio già contenute nel piano adottato. Anzi, in taluni casi, hanno consolidato il progetto di sviluppo strategico di scala territoriale e di lungo periodo prefigurato dal PTCP i cui obiettivi principali sono volti:

- alla promozione di un modello qualitativo di sviluppo, attraverso il contenimento del consumo di suolo per nuove urbanizzazioni e l’incentivo alla rifunzionalizzazione del patrimonio e delle attività in disuso. Si introducono le quote del 3% e 5% alla crescita dell'urbanizzato. Se rispetto a tali temi si confermano le norme adottate (sono stati tuttavia pochi gli enti che hanno chiesto incrementi delle quote assegnate), dall'altro si è valutato, anche alla luce del dibattito consiliare, di consentire maggiore flessibilità nell'utilizzo delle previsioni residue dei piani vigenti:

- alla stretta integrazione tra politiche insediative e politiche dei trasporti, specie pubblici, e dei servizi, affinché le nuove previsioni siano condizionate alla presenza di una adeguata dotazione di servizi e di stazioni o fermate del TPL; da sottolineare che nessuna osservazione ha riguardato tale tematica, evidenziando un buon grado di condivisione specie con i Comuni. Tali regole per la localizzazione delle previsioni insediative sono state perfezionate ulteriormente con l'apporto della Regione;

- alla forte selezione e specializzazione degli insediamenti produttivi: dei 180 insediamenti produttivi oggi esistenti o previsti nel territorio provinciale, solo 13 godono delle condizioni di accessibilità e sostenibilità tali da costituire una risorsa credibile da incentivare e su cui investire per la competitività internazionale del sistema economico provinciale; in sede di controdeduzione sono state accolte richieste di integrazione delle funzioni insediabili nei poli produttivi e migliorati alcuni aspetti relativi alla disciplina degli ampliamenti delle zone industriali di livello comunale facendo salve le scelte fondamentali di contenimento e di sostegno alle imprese locali;

- al rilancio e riqualificazione del commercio nei centri storici, contrastando la desertificazione commerciale nelle località minori, potenziando altresì la capacità competitiva ed il ruolo commerciale del territorio provinciale. Viene definito un modello pianificatorio più flessibile e gerarchizzato: dai 69 insediamenti commerciali di interesse sovracomunale programmati nel 2000, sono 13 le aree di rilevanza strategica per l’ottimizzazione dell’offerta commerciale provinciale individuate dal nuovo Piano. In sede di controdeduzione si è rafforzata ulteriormente la finalità generale del piano di contrasto alla desertificazione commerciale nei centri storici, nei centri urbani e nelle località minori e lo stretto legame in termini di perequazione territoriale con l’attuazione delle nuove previsioni. Il Piano interpreta infatti la rete commerciale nella sua accezione più vasta di servizio, di settore economico legato anche alla valorizzazione e promozione dei prodotti del territorio reggiano, perseguendo la migliore integrazione con le altre reti economiche, sociali, culturali e ambientali.

- alla costruzione di un efficiente e sostenibile sistema dei trasporti quale condizione necessaria allo sviluppo, da attuare prioritariamente attraverso il potenziamento del mezzo pubblico (specie su ferro) affinché possa costituire una valida alternativa a quello privato, ed attraverso il completamento dello scenario infrastrutturale stradale programmato;

- all' applicazione dei principi della Convenzione Europea del Paesaggio. Il nuovo piano si pone come unico riferimento per gli strumenti urbanistici comunali e per l’attività amministrativa attuativa in materia di pianificazione paesaggistica. La maggior parte delle osservazioni riguardanti la ridelimitazione delle tutele paesistiche sono respinte, in quanto non coerenti con i criteri adottati nell'elaborazione del Piano o perché comportanti modifiche sostanziali non accoglibili in sede di controdeduzione. Sono state accolte o parzialmente accolte le proposte afferenti segnalazioni di errori materiali o refusi, oppure in cui sia dimostrata una più corretta delimitazione in congruenza con lo stato dei luoghi, per modeste porzioni perimetrali alle zone di tutela. Occorre infine richiamare che le osservazioni inerenti la componente paesaggistica e le relative proposte di controdeduzione sono state condivise anche da Regione Emilia Romagna, Soprintendenza per i Beni architettonici e il Paesaggio e Soprintendenza per i Beni Archeologici nell'ambito della seduta conclusiva del gruppo di coordinamento e controllo di cui all'Accordo per l'aggiornamento della componente paesistica del PTCP sottoscritto il 3 ottobre 2007;

- alla valorizzazione del territorio rurale, quale fulcro delle politiche territoriali per la qualità dell’alimentazione e della salute, ma anche per la fornitura di una moltitudine di servizi, ambientali, culturali, turistici, ecc. Gli interventi in territorio rurale sono regolati da indirizzi e direttive omogenei su tutto il territorio provinciale. Anche qui, in sede di controdeduzione, sono stati operati alcuni perfezionamenti tesi a facilitare l'applicazione negli strumenti urbanistici comunali delle direttive del PTCP, nonché sono state apportate alcune modifiche alle disposizioni relative ai manufatti edilizi incongrui per facilitarne la demolizione e migliorare la qualità paesaggistica ed ambientale del territorio rurale;

- all'incremento delle aree naturali nel territorio di pianura (minimo 5 % per comune) anche attraverso l'attuazione del progetto di rete ecologica polivalente ed, al contempo, all'arresto nell’ambito collinare e montano della perdita di habitat complementari a quello del bosco; rispetto a tale tematica sono state accolte le richieste, specie dei Comuni, di chiarimento delle modalità di attuazione della Rete ecologica provinciale;

- alla salvaguardia dell’integrità fisica del territorio garantendo livelli accettabili di sicurezza degli insediamenti rispetto ai rischi ambientali ed antropici. A tal fine il nuovo Piano si caratterizza come riferimento unico per i Comuni per l’accertamento dei limiti e dei condizionamenti derivanti dai vincoli idraulici, idrogeologici e sismici, in direzione della funzione di “carta unica dei vincoli ambientali”; a tal fine il 15 giugno è stata siglata, la prima tra le province  coinvolte dal bacino idrografico del Po, una specifica Intesa con Autorità di Bacino e la Regione Emilia Romagna.

- alla tutela qualitativa e quantitativa della risorsa idrica superficiale e sotterranea. Successivamente all'adozione del piano si è costituito un tavolo tecnico di concertazione, al quale sono stati chiamati a partecipare i soggetti a vario titolo interessati, con la finalità di coinvolgere i soggetti stessi nelle necessarie ulteriori attività conoscitive propedeutiche all'attuazione della misura "Bacini di accumulo a basso impatto ambientale";

- infine alla promozione del risparmio energetico e della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, attraverso il razionale sfruttamento delle risorse locali e con la necessaria attenzione alla tutela delle produzioni agricole, dell’ambiente e del paesaggio. Rispetto a questo tema, infine, sono state apportate alcune modifiche al fine di eliminare incongruenze fra le norme di PTCP e la legislazione vigente, pur facendo salvi i principi e la ratio della norma adottata, ovvero il mantenimento della prerogativa del Piano di contenere il consumo di suolo, specie se agricolo produttivo, e tutelare il paesaggio e l’equilibrio ecosistemico. In particolare, sono state stralciate le limitazioni agli impianti alimentati da fonti rinnovabili in territorio agricolo, espresse in potenza elettrica installata facendo piuttosto riferimento alle condizioni di sostenibilità, specificate per ciascuna fonte energetica. Rispetto agli impianti potenzialmente critici per il consumo di suolo produttivo agricolo, quale quelli fotovoltaici, si è mantenuta la soglia dimensionale massima di 8000 mq ed il criterio di evitare l’artificiosa frammentazione fondiaria, che possa togliere significato al suolo in quanto a produttività. Per contro, anche in ragione delle recenti integrazioni al quadro normativo operate dall'Agenzia delle Entrate e dal legislatore (legge 99/2009, circolare 6 luglio 2009 n.32/E dell'Agenzia delle Entrate) si sono ampliate le possibilità d’intervento per gli impianti promossi da imprenditori agricoli.

La Delibera di approvazione

Delibera di approvazione 

 

Le controdeduzioni

Relazione alle controdeduzioni

- Allegato 1 Controdeduzioni alle Riserve della Regione Emilia Romagna (Del. di G.R. n. 292/2009)
- Allegato 2 Controdeduzioni alle osservazioni presentate

 

Gli elaborati approvati

- Quadro Conoscitivo

- Elaborati di Progetto (Relazione, Norme e tavole di progetto)

- Valutazione di sostenibilità ambientale

 

Copia integrale del piano è depositata per la libera consultazione presso il Servizio Pianificazione Territoriale,Ambiente e Politiche Culturali della Provincia di Reggio Emilia, piazza Gioberti n.4 - Reggio Emilia - nei giorni di martedì e giovedì orario 9-13, 15-17 o in altro orario su appuntamento (tel. 0522 444450/452/484). 

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Proprietà dell'articolo
modificato: lunedì 9 marzo 2015