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I Piani di Emergenza Esterni degli Stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante

Fra le attività antropiche che possono generare pericoli per persone e beni l'attività industriale, sopratutto a seguito del forte sviluppo degli anni '60 e '70 nel nostro Paese, ha assunto particolare rilievo.

Con l'incidente di Seveso del 1976 l'opinione pubblica e gli Enti locali si sono trovati a prendere atto ed affrontare un problema, finora poco conosciuto, con scenari molto complessi che ha cambiato radicalmente la sensibilità delle persone verso i danni causati dagli incidenti industriali sia sull'uomo che sull'ambiente.

Benché dall'incidente di Seveso ad oggi siano aumentate le conoscenze sulle sostanze utilizzate nei processi industriali, il loro effetto sulle persone e sugli eventi incidentali nel processo di lavorazione, ad oggi, permane una forte pericolosità legata sopratutto alla diffusione delle attività industriali insediate nelle aree densamente popolate e al trasporto di sostanze pericolose lungo la rete stradale e ferroviaria.

La difficoltà di modellazione di scenari di evento per questi tipi di attività, sopratutto per il trasporto di merci pericolose, è il problema maggiore per la definizione dei Piani di Emergenza e per la prevenzione degli incidenti.

Fra le attività maggiormente pericolose il DLgs 334/99 ha individuato una serie di stabilimenti classificati a Rischio di Incidente Rilevante, per quantità e tipo di sostanze stoccate, sottoposte a particolari procedure autorizzative e di notifica dei rischi.

Per queste è prevista la redazione di specifici Piani di Emergenza Esterna che definiscono le procedure di intervento degli Enti che costituiscono il Sistema di Protezione Civile.

La LR 26/03 e s.m.i. Delega alle Province la redazione dei Piani di Emergenza Esterni previsti dalla Normativa Seveso (DLgs 334/99). Fino al perfezionamento dell'accordo previsto nella Conferenza Stato-Regioni le Province, d'intesa con la Prefettura e i Comuni interessati, redigono i PEE solamente per gli Stabilimenti classificati in art.6 del DLgs 334/99.

Documento di riferimento per la stesura di questi elaborati sono le linee guida approvate dalla Regione Emilia-Romagna con DGR 1144 del 2008.

La recente normativa nazionale ha inoltre introdotto un'ulteriore fase per l'approvazione dei Piani di Emergenza Esterni che prevede la consultazione della popolazione nelle forme e nei modi elencati nel DM 139/09.