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Sisma Emilia 2012 - La Gestione dell'Emergenza nella provincia di Reggio Emilia

A seguito degli eventi sismici che hanno colpito l'Emilia il 20 e il 29 di Maggio del 2012 anche la Provincia di Reggi oEmilia ha attivato il Centro di Coordinamento Provinciale per lo svolgimento delle Funzioni assegnate dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile

A seguito degli eventi Sismici del 20 e del 29 Maggio 2012 anche alcuni Comuni della provincia di Reggio Emilia sono rimasti gravemente colpiti.
Se dopo la prima scossa  del 20 Maggio 2012 la Provincia di Reggio Emilia, ha inviato volontari, tecnici e materiali a supporto dei Comuni colpiti nel modenese, dopo la seconda scossa, a fronte degli ingenti danni che hanno subito alcuni Comuni (Reggiolo, Rolo, Luzzara, Guastalla, Fabbrico) tutto il Sistema di Protezione Civile del Reggiano ha dovuto fronteggiare l'emergenza entro i propri confini.

Campi di accoglienza
Fin da subito sono state attivate tendopoli, da prima spontanee poi organizzate secondo campi di protezione civile, e strutture di accoglienza al coperto (Palestre) per poter offrire ricovero alle persone sfollate.
Dopo la seconda scossa i Comuni colpiti contavano più di 2000 persone ospitate in tali strutture a cui è stato necessario provvedere anche per l'approvigionamento di pasti e assistenza sanitaria.
Solo a seguito dei sopralluoghi per verificare l'agibilità degli edifici, è iniziato il lento rientro degli assistiti nelle abitazioni dichiarate agibili. Contemporaneamente, considerato anche l'imminente arrivo di possibili ondate di calore, sono stati attivati Alberghi convenzionati con le principali associazioni di categoria per offrire ospitalità agli sfollati con  particolari esigenze.
La cessazione degli eventi parossistici ha permesso di accelerare il progressivo svuotamento dei Campi di Accoglienza che hanno iniziato ad essere disattivati il con la chiusura della Palestra di Luzzara alla fine del mese di Luglio.
Questo processo che ha subito un'ulteriore accelerazione a fine Agosto con l'apertura dei bandi per gli alloggi sfitti decretato dal Commissario delegato, è terminato a fine Settembre con la chiusura del campo di accoglienza “Parco dei Salici” a Reggiolo; il più grande attivato in provincia.

Centri di Comando
Dopo la scossa del 29/5 anche la Provincia di Reggio Emilia ha dovuto attivare i propri presidi territoriali e la rete dei centri di comando per fronteggiare la crescente emergenza.
Con Decreto Prefettizio n. 5149/E/5 Area V del 06/06/12 è stato Istituito il CCP presso il CUP di via della Croce Rossa che ha rappresentato il raccordo fra i COC e la DiComac insediata all'Agenzia di Protezione Civile a Bologna. Il CCP, ha rappresentato il massimo organo di coordinamento a livello Provinciale con il compito di coordinare l'assistenza alla popolazione e di vagliare le richieste inoltrate dei COC per gli interventi indifferibili urgenti degli edifici lesionati dal sisma.
La comunicazione fra i diversi livelli di comando è stata possibile sopratutto grazie all'attivazione delle Funzioni previste dal metodo Augustus che, anche in mancanza di Piani di Emergenza, ha permesso una rapida organizzazione secondo uno schema collaudato già in altre emergenze.

 
Interventi indifferibili urgenti
A seguito, sopratutto della scossa del 29/5 sono state numerosissime le richieste di sopralluoghi per le verifiche di agibilità agli edifici. In particolare il Comune di Reggiolo è risultato quello maggiormente colpito tanto da raggiungere, il grado 7 della scala Mercalli con la conseguente istituzione di una “zona rossa” che ha reso inagibile gran parte del centro storico.
Già dalla prima scossa, i danni maggiori sono stati registrati sopratutto a carico delle attività produttive collocate in capannoni realizzati con moduli prefabbricati. Infatti, sopratutto, nelle zone limitrofe all'epicentro sono crollati mole di queste strutture sopratutto per lo sfilamento delle travi.
Già dalle prime 72 ore dopo l'evento principale i Comuni, con il supporto dei Vigili del Fuoco hanno potuto realizzare opere provvisionali per contenere i danneggiamenti e preservare gli edifici colpiti in modo non grave.
L'attivazione dei sopralluoghi per la valutazione dell'agibilità degli edifici ha permesso, da un lato il rientro nelle abitazioni di parte degli sfollati, dall'altro di iniziare anche l'opera di ripristino sulle strutture danneggiate in modo non grave.

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modificato: lunedì 7 gennaio 2013