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Emergenza Neve e Black-out

Parte della provincia di Reggio Emilia è stata colpita nei giorni del 5 e 6 Febbraio da un'intensa nevicata che ha causato anche l'interruzione di numerose linee elettriche

A seguito dell' Allerta meteo di Protezione Civile dalla Agenzia regionale – Centro Funzionale Arpa n. 2/2015 "attivazione fase di attenzione" per vento, pioggia, neve, stato del mare, criticità idrogeologica e idraulica e' stato attivato, come da protocollo, il Piano Provinciale di Emergenza Neve.

Le precipitazioni nevose, che hanno fatto registrare accumuli pari a Reggio Emilia 25 cm, Albinea 43 cm, Ligonchio 40 cm, Febbio 45 cm, Civago 40 cm (registrate dai nivometri della Rete Idrometeorologica Regionale (Rirer) ), hanno comportato danneggiamenti a numerose linee elettriche di media e bassa tensione e, in taluni casi, anche di alta tensione (Castellarano e Reggio Emilia).

A danneggiare le linee aeree sono stati alberature e rami spezzati caduti sugli stessi, ma nella maggior parte dei casi le infrastrutture elettriche (linee e sostegni) non hanno retto il peso del sovraccarico nevoso e del ghiaccio, che ha creato una sorta di "manicotto" attorno ai cavi , strappandoli.

Questo ha causato il distacco di oltre 65.000 utenze nel territorio provinciale nella giornata del 6 febbraio, per una popolazione presunta di 150.000 abitanti distribuiti in quasi tutti i comuni della provincia. Disservizi registrati anche in altre province emiliane ed in Lombardia.

Alla luce dell'emergenza, nonche' delle diffuse e non quantificabili disattivazioni di utenze di energia elettriche, il Prefetto di Reggio Emilia ha istituito e convocato il CCS (Centro Coordinamento Soccorsi), supportato, a livello operativo dalla Sala Operativa Unica provinciale (SOUI) nella sede del Centro Unificato Provinciale (CUP) di protezione civile, a partire dalle ore 20 del 6 febbraio stesso (H24).

La gestione dell'emergenza a livello provinciale si e' concentrata sulle criticità derivante dalla complessità e dalla tempistica prolungata di ENEL in merito alle riparazioni delle linee di Media Tensione, con particolare attenzione alle situazioni più critiche di isolamento (strutture strategiche, edifici “sensibili”, aggregati e nuclei di soggetti affetti da difficolta'/disabilità motorie e psichiche, ecc.). In CCS del 7 febbraio ore 10.30, è stato comunicato da Enel il dato di 33.000 utenze interrotte nel territorio provinciale (circa 50% in meno rispetto alla serata precedente). Alle ore 15.30 ENEL ha comunicato la quota prevista di 4.000 utenze non ripristinabili per la nottata e la impossibilità di studiare la criticità residua collegata ai guasti sulla Bassa Tensione.

Purtroppo nella mattinata dell'8 febbraio risultavano non alimentati circa 9.000 contatori, diversamente da quanto previsto nella precedente serata. La Sala Operativa a supporto del CCS, ed in presenza costante di un rappresentante della Prefettura,rimasta operativa dalle 20 del 6 febbraio, ha ricevuto circa 1200-1300 telefonate principalmente da parte di cittadini per avere informazioni sul blackout elettrico e da Comuni per avere informazioni sulla gestione dell'emergenza. Considerato il prolungato distacco del servizio elettrico,è stato predisposto l'invio di generatori, in raccordo con la Agenzia regionale di P.C., presso i Comuni a ristoro delle situazioni più critiche.

Parallelamente, sin dalle prime giornate, IREN ha affrontato e risolto i problemi di approvvigionamento di acqua potabile, connesso alla situazione di disalimentazione delle pompe di rilancio, mediante installazione di generatori o riparazione dei guasti stessi. Ad alcuni allevamenti agricoli, particolarmente in difficoltà, è stata fornita acqua mediante autobotti di grande capienza.

Un rappresentante a turno dei VVF, presente in SOUI ed in contatto con la propria Centrale Operativa 115, si è coordinato con gli Operatori Volontari di Protezione Civile per suddividersi gli interventi di rimozione alberature e rami caduti interferenti con viabilità e linee elettriche o telefoniche. Le richieste di intervento sono risultate oltre 150 al giorno. Per quanto riguarda la Funzione Assistenza alla Popolazione sono state messe in atto tutte le azioni previste dai Piani di Emergenza e tutte le attività richieste dai Comuni.

In particolare, sono state allestite strutture di accoglienza o predisposte convenzioni con strutture alberghiere/case di riposo per i cittadini in difficoltà nei territori comunali Albinea, Bagnolo in Piano, Baiso, Bibbiano, Brescello, Cadelbosco di Sopra, Campegine, Casalgrande, Casina, Cavriago, Correggio, Gualtieri, Luzzara, Montecchio Emilia, Novellara, Quattro Castella, Reggio Emilia, Rubiera, San Martino, San Polo, Scandiano, Vezzano s/Crostolo, Viano.

Sul fronte sanitario, per risolvere i problemi di collocazione di persone con difficoltà fisiche e psichiche, la Centrale Trasporti del 118 ha organizzato i trasferimenti, utilizzando mezzi appartenenti alle organizzazioni di volontariato (ANPAS e CRI) convenzionate.

Nella serata di martedì 10 febbraio, secondo dati ENEL, erano rimaste solo alcune decine di utenze ancora disalimentate in tutta la provincia, sottoposte a ripristino nelle ore immediatamente seguenti, pertanto il Prefetto Raffaele Ruberto ha dichiarato conclusa l’emergenza provinciale, sciogliendo il Centro coordinamento soccorsi (CCS).

Avendo ricevuto anche conferma della intenzione della Regione Emilia-Romagna di richiedere lo stato di emergenza, e dello stanziamento di 5 milioni di euro deciso dalla Giunta Regionale, la Provincia ha dato luogo alla prima ricognizione dei danni ed ha provveduto a quantificare le spese per l'assistenza alla popolazione e per i primi interventi urgenti.

A seguito del Black-out, Provincia di Reggio Emilia e Sindaci dei Comuni hanno presentato un esposto all'Autority per accertare una serie di inadempienze e adottare i necessari provvedimenti perché quanto accaduto non si ripeta mai più.

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modificato: lunedì 23 marzo 2015