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Bonifica siti contaminati

Quando e come attivare le procedure di bonifica

Le procedure e gli interventi di bonifica e ripristino dei siti contaminati sono disciplinati dal D.Lgs 30 aprile 2006, n. 152 - Titolo V della parte IV.

Un sito viene considerato potenzialmente contaminato quando vengono riscontrati nel suolo e/o nelle acque sotterranee sostanze con valori  di concentrazione  superiori alle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC)  riportati nelle Tabelle allegate al Titolo V ( Allegato 5 - Tabella 1 – Concentrazione soglia di contaminazione e nel sottosuolo riferiti alla specifica destinazione d’uso dei siti da bonificare; Tabella 2 – Concentrazione soglia di contaminazione  nelle acque sotterranee).

Un sito potenzialmente contaminato deve essere sottoposto a una fase di caratterizzazione e ad un’analisi di rischio:

  • la caratterizzazione viene eseguita con specifiche indagini (sondaggi, piezometri, analisi chimiche ecc.) e ha la finalità di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali e di elaborare un Modello Concettuale. Con questo termine si intende un modello di funzionamento del sito nell’ambito della contaminazione, definendone le sorgenti di contaminazione, il grado di inquinamento delle diverse matrici ambientali, i percorsi di migrazione degli inquinanti attraverso le stesse e i bersagli o recettori della contaminazione presenti nel  sito o nel suo intorno.
  • l’analisi di rischio sito  specifica (AdR), sviluppata sulla base del Modello Concettuale, ha la finalità di definire le Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR), cioè i livelli di concentrazione residua accettabili nel terreno e nelle acque sotterranee. Per queste ultime il D.Lgs n.152/06 prevede che al punto di conformità, di norma fissato non oltre i confini del sito contaminato oggetto di bonifica, la relativa CSR per ciascun contaminante deve essere fissata equivalente alle CSC di cui all’allegato 5 sopracitato.

Un sito viene definito contaminato quando i valori di concentrazione riscontrati nel sito risultino superiori alle CSR. In questo caso è necessario procedere alla bonifica del sito, attivando gli interventi necessari per il raggiungimento dei valori delle CSR. Nel caso in cui gli stessi valori risultino inferiori alle CSR non c’è obbligo di bonifica.

Un sito viene definito non contaminato quando la contaminazione rilevata nelle matrici ambientali risulti inferiore alle CSC oppure, se superiore, risulti comunque inferiore alle CSR determinate con l’AdR.

Il D.Lgs 152/06, oltre a definire gli obblighi dei soggetti responsabili dei siti contaminati, indica le procedure operative e amministrative  per  la relativa bonifica (comprese le procedure semplificate per i siti di ridotte dimensioni) e le competenze di Regione, Provincia e Comune.

La Regione Emilia-Romagna, con la L.R. n. 5/2006 ha trasferito (art. 5) alle Province le funzioni regionali in materia di siti contaminati.

Pertanto, in base alla normativa vigente, le principali funzioni della Provincia in materia di siti inquinati sono:

1) approvazione di elaborati progettuali

a) Valutazione e approvazione, previa Conferenza di Servizi, del Piano di Caratterizzazione (art. 242 c. 3);

b) Valutazione e approvazione, previa Conferenza di servizi, del documento di Analisi di Rischio sito specifica (art. 242 c. 4) in base alla quale sono determinate le Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR). In caso di valutazione positiva il sito è dichiarato non contaminato. Può essere prescritto un monitoraggio per valutare la stabilità delle concentrazioni misurate.

c) Valutazione e approvazione, previa Conferenza di Servizi, del Progetto operativo degli interventi di bonifica o Progetto di messa in sicurezza permanente o operativa (art. 242 c.7). Se gli esiti della procedura dell’Analisi del Rischio dimostrano che la concentrazione dei contaminanti presenti nel sito è superiore ai valori di CSR, il soggetto responsabile, nei sei mesi successivi all’approvazione del documento di Analisi del rischio, invia alla Provincia il Progetto operativo degli interventi di bonifica o di messa in sicurezza, operativa o permanente, e, se necessario, le ulteriori misure di riparazione e di ripristino ambientale, per minimizzare e ricondurre ad accettabilità il rischio derivante dallo stato di contaminazione presente nel sito.  

2) controllo

a) Individuazione del Responsabile della contaminazione ed emissione delle ordinanze (art. 244 c. 2 e art. 245 c.2). La Provincia svolge le indagini per l’individuazione del responsabile dell’evento di superamento (art. 244 c.1 e art. 245 c.2) e, sentito il Comune, emette ordinanza a carico del responsabile della contaminazione  affinché provveda ai sensi del Titolo V del D.Lgs 152/06.

b) Controlli su eventi potenzialmente in grado di contaminare un sito (art. 242 c.2). La Provincia svolge controlli sulle attività eseguite durante le misure di prevenzione e riparazione e sulle indagini preliminari che si rendono necessarie a seguito dei procedimenti avviati ai sensi dell’art. 242 c.1 e che si concludono con l’autocertificazione prevista dal c. 2 dello stesso articolo. 

c) Controlli sulle attività previste dal Piano di caratterizzazione, dal Progetto Operativo di bonifica nonché delle misure di riparazione  e dei monitoraggi da effettuare. (art. 248 c.1). Le attività di controllo sono condotte con la collaborazione di ARPA.

3) certificazione di avvenuta bonifica

La Provincia rilascia la certificazione di avvenuta bonifica, previa verifica della conformità degli interventi di bonifica, di messa in sicurezza permanente e di sicurezza operativa al progetto approvato, sulla base di una relazione tecnica  predi sposta dall’ARPA territorialmente competente.  (art. 248 c.2)

Proprietà dell'articolo
modificato: giovedì 25 agosto 2011