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GR960

REGIONE EMILIA ROMAGNA
PROPOSTA DI ATTO DELIBERATIVO DELLA GIUNTA REGIONALE

COD.DOCUMENTO AMB/99/12143
ASSESSORATO TERRITORIO. PROGRAMMAZIONE E AMBIENTE.
DIREZIONE GENERALE AMBIENTE
SERVIZIO PROMOZIONE, INDIRIZZO E CONTROLLO AMBIENTALE
ESTENSORE GARAGNANI SERGIO
OGGETTO APPROVAZIONE DELLA DIRETTIVA PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZ-
ZAZIONI DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA IN ATTUAZIONE DELLA
LEGGE REGIONALE 21 APRILE 1999, N.3 "RIFORMA DEL SISTEMA RE-
GIONALE E LOCALE".
DOC.DI RIFERIMENTO CAUSALE
PARTICOLARITA'
TIPO DI DELIBERAZIONE ORDINARIA
IMPLICAZIONI CONTABILI
PARERI
FIRME
ECCEZIONI PROCEDURALI
DELIBERA SENZA CONTROLLO
RESPONSABILE DI REGOLARITA'TECNICA L'ASSESSORE
GARAGNANI SERGIO 04/06/99 COCCHI RENATO 04/06/99


RESPONSABILE DI LEGITTIMITA' BOSCHETTI LEOPOLDA 04/06/99

CON ALLEGATI PARTE INTEGRANTE
ITER DI APPROVAZIONE PREVISTO
00011 DELIBERA ORDINARIA SENZA IMP. SPESA (ANCHE DI RATIFICA)
Inserita nella Seduta di Giunta n. 21 del 16/06/99
con il numero di delibera : 99 000960 n. ordine 000018


Prot. n. (AMB/99/12143)
____________________________________________________________
LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Visti:
- la LR 21 aprile 1999, n. 3 concernente "Riforma del
sistema regionale e locale";
- in particolare l'art. 122 recante "funzioni degli Enti
Locali in materia di inquinamento atmosferico" che
prevede la delega alle Province delle funzioni ammini-
strative contemplate dal DPR 24 maggio 1988, n. 203, da
esercitarsi sulla base anche di direttive regionali;
Ritenuto pertanto di adottare una direttiva
sull'esercizio delle predette funzioni delegate al fine di
uniformare le procedure amministrative fra le Province
nonché adeguare dette procedure alle misure di semplifica-
zione che prevedono, tra l'altro, l'attivazione dello
sportello unico di cui all'art. 70 della LR 3 del 1999;
Ritenuto altresì di dare nel contempo attuazione
al paragrafo III, punto 18 del DPCM 21 luglio 1989 che
attribuisce alle Regioni la facoltà di rilasciare autoriz-
zazioni generali per alcune attività a ridotto inquinamento
atmosferico;
Vista la deliberazione della Giunta Regionale n.
2541 del 4 luglio 1995, esecutiva ai sensi di legge, con la
quale sono state fissate le direttive dell'esercizio delle
funzioni dirigenziali;
Dato atto:
- del parere favorevole espresso dal Responsabile del
Servizio Promozione Indirizzo e Controllo Ambientale,
Dott. Sergio Garagnani, in merito alla regolarità
tecnica del presente atto, ai sensi dell'art. 4, comma
6, della LR 19 Novembre 1992 n. 41 e successive modi-
ficazioni e del punto 3.2 della deliberazione n.
2541/95;
- del parere favorevole espresso dal Direttore Generale
dell'Area Ambiente Dott.ssa Leopolda Boschetti, in
merito alla legittimità della presente deliberazione,
ai sensi dell'art. 4, sesto comma, della LR 41/92 e del
punto 3.1 della delibera n. 2541/95;


Su proposta dell'Assessore al Territorio, Pro-
grammazione ed Ambiente;
A voti unanimi e palesi
D E L I B E R A
1. di adottare la direttiva per il rilascio delle auto-
rizzazioni delle emissioni in atmosfera allegata e
parte integrante del presente atto;
2. Di pubblicare il testo integrale della presente deli-
berazione nel Bollettino Ufficiale della Regione
Emilia-Romagna.




DIRETTIVA PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI DELLE EMIS-
SIONI IN ATMOSFERA IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 21
APRILE 1999, N. 3 "RIFORMA DEL SISTEMA REGIONALE E LOCALE".
PREMESSA:
sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna n. 52
del 26 aprile 1999, è stata pubblicata la LR 21 aprile 1999
n. 3 recante, tra l'altro, norme in materia di inquinamento
atmosferico.
L'art. 122, comma 4, punto a) della citata legge delega alla
Province le funzioni amministrative di cui agli articoli 6,
7, 8, 10, 12, 13, 14 e 15 del DPR 24 maggio 1988, n. 203.
Queste direttive servono per uniformare le procedure auto-
rizzative e sostituiscono tutte le precedenti disposizioni
in materia.

1. CAMPO DI APPLICAZIONE DPR 24 MAGGIO 1988, N. 203

Il DPR 24 maggio 1988, n. 203, secondo quanto specificato
ai punti 1), 2), 3), 4) del DPCM 21 luglio 1989, si applica:
- agli stabilimenti od altri impianti fissi adibiti ad
usi industriali o di pubblica utilità che provocano
inquinamento, compresi gli impianti di imprese arti-
giane di cui alla Legge 8 agosto 1985, n. 443.
Non si applica:
- agli impianti destinati alla difesa nazionale;
- agli impianti termici non inseriti in un ciclo di
produzione industriale (soggetti al DPR 22 dicembre
1970, n. 1391);
- agli impianti di distribuzione di carburanti per
autotrazione;
- agli impianti di emergenza;
- agli impianti di sicurezza;
- ai laboratori di analisi e di ricerca;
- agli impianti di produzione di energia elettrica
tramite sistemi eolici, fotovoltaici e solari;
- agli impianti pilota per prove, ricerche sperimentali,
individuazioni di prototipi;
i depositi di oli minerali e gas liquefatti, ai sensi del
DPR 25 luglio 1991.
La costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di
energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici è
riservata alla competenza dello Stato, ai sensi dell'art.
29, comma 2, lettera g) del D.Lgs.vo 31 marzo 1998, n. 112,
che si avvale della Provincia ai fini dell'espressione del
parere di cui all'art. 17, comma 2 del DPR 203/88.
Ai fini dell'applicazione della legge si ricorda che uno
stabilimento può essere costituito da più impianti.
L'impianto, ai sensi della direttiva 99/13/CE, è un'unità
tecnica permanente in cui sono svolte una o più attività
che siano tecnicamente connesse con le attività svolte nel
sito suddetto e possano influire sulle emissioni.
Le linee produttive possono comprendere a loro volta più
punti di emissione derivanti da una o più apparecchiature.

2. DOMANDE DI AUTORIZZAZIONE
Le domande di autorizzazione presentate ai sensi degli artt.
6 e 15 del DPR 24 maggio 1988 n. 203, devono riportare i
punti di emissione nuovi o modificati, oggetto di autoriz-
zazione. Tali domande sono comunque accompagnate dal quadro
riassuntivo di tutte le altre emissioni dello stabilimento.
Quando in uno stabilimento è presente un numero molto
elevato di punti di emissione o produzioni non collegate tra
loro, possono essere presentate più domande di autorizza-
zione, in relazione ai gruppi di emissione corrispondenti
alle diverse produzioni.
Non sono soggette ad autorizzazione preventiva le modifiche
all'impianto che non comportino variazioni qualitative delle
emissioni inquinanti ovvero variazione del flusso comples-
sivo di massa o delle singole emissioni dell'impianto non
superiori al 10% per il periodo di validità dell'autorizza-
zione, anche ai sensi dell'art. 2 punto 4 della direttiva
99/13/CE dell'11 marzo 1999.
Qualsiasi modifica è comunque da considerarsi modifica
sostanziale, e come tale soggetta ad autorizzazione preven-
tiva, in presenza di sostanze cancerogene e/o teratogene e/o
mutagene e di tossicità e cumulabilità particolarmente
elevate, ai sensi dell'art. 4.3 del DPR 25 luglio 1991.
La domanda deve essere redatta conformemente al modello A
ed accompagnata dalla Scheda informativa generale per
l'inquinamento atmosferico di cui agli allegati alle pre-
senti direttive.

3. ISTRUTTORIA E PARERI
Lo Sportello Unico, ove costituito, ricevuta la domanda,
provvederà a trasmettere la stessa a:
- Provincia;
- ARPA per la relativa istruttoria tecnica;
- Sindaco del Comune interessato per il parere ex art.
7.4 del DPR 203/88 in merito ai relativi aspetti di
compatibilità urbanistica.

4. AUTORIZZAZIONI

4.1 Autorizzazione ordinaria
La Provincia per il rilascio dell'autorizzazione si accerta
che siano previste tutte le misure appropriate di preven-
zione dell'inquinamento atmosferico. A tal fine Essa può
avvalersi dei criteri generali individuati dal Direttore
Generale all'Ambiente con proprio atto n. 4606 del 4 giugno
1999 come elaborati dal CRIAER con i pareri nn. 2502 del 17
settembre 1990, 2811 del 11 febbraio 1991, 2847 del 20
maggio 1991, 3642 del 16 aprile 1992 e 3726 del 6 luglio
1992 o delle migliori tecnologie disponibili intese come
sistema tecnologico adeguatamente verificato e sperimentato
che consente il contenimento e/o la riduzione delle emis-
sioni a livelli accettabili per la protezione della salute e
dell'ambiente, sempreché l'applicazione di tali misure non
comporti costi eccessivi.

4.2 Autorizzazione generale
Sono autorizzate in via generale, le attività a ridotto
inquinamento atmosferico così come definite al art. 4, 2
comma, del DPR 25 luglio 1991.

5. MODALITA' DI RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE ORDINARIA
L'Amministrazione provinciale, provvede al rilascio o al
diniego dell'autorizzazione ordinaria nel rispetto dei
termini previsti dal DPR 20 ottobre 1998, n. 447 per la
conclusione dei procedimenti amministrativi.
Le autorizzazioni devono contenere indicazioni in merito a:
- quantità e qualità delle emissioni;
- metodi di campionamento ed analisi da adottare per la
verifica dei valori di emissione;
- periodicità e tipologia dei controlli che l'azienda è
tenuta a svolgere per il controllo delle proprie
emissioni;
- termine ultimo per la messa a regime degli impianti di
nuova realizzazione.
I lavori per la realizzazione degli impianti potranno
avvenire solo a seguito del rilascio dell'autorizzazione.

6. CONDIZIONI PER L'AUTORIZZAZIONE GENERALE
6.1 Attività a ridotto inquinamento atmosferico
Sono soggette ad autorizzazione generale le domanda relative
ad attività a ridotto inquinamento atmosferico di cui al
art. 4 del DPR 25 luglio 1991, che attestano, secondo lo
schema dell'allegato B, la quantità delle materie prime ed
ausiliarie impiegate nel ciclo produttivo, nel rispetto di
quanto previsto all'allegato 2 al citato DPR. Le quantità
massime di materie prime ed ausiliarie indicate nell'alle-
gato 2 al DPR 25 luglio 1991 sono da intendersi come quelle
complessivamente utilizzate nell'impianto così come definito
al comma 1. Al fine della verifica, le suddette aziende sono
tenute alla redazione di un registro, dalle pagine numerate
e bollate dall'ARPA, su cui annotare i consumi delle mede-
sime, da tenere a disposizione della suddetta Agenzia
Regionale e degli altri organi di controllo. Tali domande si
intendono autorizzate con la ricezione da parte dello
sportello unico.
L'autorizzazione in via generale non si applica quando tra
le materie prime ed ausiliarie figurano sostanze cancerogene
e/o teratogene e/o mutagene e le sostanze di tossicità e
cumulabilità particolarmente elevate, ai sensi dell'art. 4.3
del DPR 25 luglio 1991.
6.2 Attività ad inquinamento atmosferico poco significativo
Le attività esistenti e nuove ad inquinamento atmosferico
poco significativo, di cui all'art. 2 del DPR 25 luglio
1991, non sono soggette ad autorizzazione ai sensi del DPR
24 maggio 1988, n. 203.

7. ATTIVAZIONE DEGLI IMPIANTI
L'impresa, almeno 15 giorni prima di dare inizio alla messa
in esercizio degli impianti, ne dà comunicazione a mezzo
lettera raccomandata all'Amministrazione provinciale e al
Sindaco del comune.
Terminata la fase di messa a punto e collaudo entro la data
ultima fissata nell'autorizzazione, l'impresa procede alla
messa a regime degli impianti.
L'impresa provvederà ad effettuare almeno tre controlli
delle emissioni dei nuovi impianti a partire dalla data di
messa a regime degli stessi in un periodo di 10 giorni.
Tali controlli dovranno essere effettuati utilizzando le
metodiche indicate dall'Ente che ha rilasciato l'autorizza-
zione: uno il primo giorno, uno l'ultimo giorno ed uno in un
giorno intermedio scelto dall'azienda.
Entro 15 giorni dalla data di messa a regime dell'impianto
nuovo o modificato l'impresa è tenuta a trasmettere, tramite
raccomandata A/R, all'Amministrazione provinciale, i dati
rilevati.
L'Amministrazione provinciale, avvalendosi di ARPA, si
accerta della regolarità dei controlli effettuati e dei
dispositivi di prevenzione dell'inquinamento installati,
nonché il rispetto dei valori limite di emissione indicati
nell'autorizzazione entro 120 giorni dalla data di ricezione
della comunicazione di cui al punto precedente. Tali accer-
tamenti non si effettuano per le aziende registrate EMAS, e
per le aziende certificate ISO 14001.

8. CONTROLLO DELLE AZIENDE E DELLE EMISSIONI
I controlli sugli impianti previsti dagli artt. 7, comma 5;
8, commi 2 e 3 del DPR 24 maggio 1988, n. 203 devono essere
effettuati con le seguenti modalità:
- per la verifica dei valori prescritti nell'autorizza-
zione, fatte salve le determinazioni che verranno
assunte dal Ministero dell'Ambiente sui metodi di
campionamento, analisi e valutazione ai sensi dell'art.
3, comma 2, punto b) del DPR n. 203/88, devono essere
utilizzati i metodi di prelievo ed analisi adottati da
UNICHIM;
- per l'effettuazione delle verifiche è necessario che i
condotti di adduzione e e scarico degli impianti di
abbattimento siano dotati di prese di misura posizio-
nate e dimensionate in accordo con quanto specifica-
mente indicato dal metodo UNICHIM M.U. 422;
- per quanto riguarda l'accessibilità alle prese di
misura, devono essere garantite le norme di sicurezza
previste dalla normativa vigente in materia di preven-
zione dagli infortuni e igiene del lavoro ai sensi del
D.Lgs. 626/94;
- per la valutazione dei risultati si stabilisce che i
limiti di emissione si intendono rispettati quando /il
valore medio di tre campionamenti aventi una durata di
30 minuti ognuno, effettuati in modo casuale, nell'arco
della giornata lavorativa, risulta inferiore o uguale
al valore massimo indicato nell'autorizzazione.

8.1 Autocontrolli
L'impresa esercente l'impianto è tenuta ad effettuare i
controlli alle proprie emissioni secondo le modalità e con
la frequenza indicate nell'autorizzazione.
La data, l'orario, i risultati dei controlli alle emissioni,
le caratteristiche di funzionamento degli impianti nel corso
dei prelievi devono essere annotati su apposito registro con
pagine numerate e bollate dall'ARPA e tenuto a disposizione
della suddetta Agenzia Regionale e degli altri organi di
controllo.
Nel caso di emissioni di materiale particolato dotate di
filtri a maniche rispondenti alla migliore tecnologia
disponibile, gli autocontrolli sono sostituiti dall'instal-
lazione sui filtri di pressostati differenziali atti alla
verifica del buon funzionamento dei filtri medesimi. I dati
registrati dai pressostati dovranno essere annotati dall'a-
zienda sul registro suddetto.
Per le Aziende registrate EMAS e certificate ISO 14001 gli
autocontrolli sono effettuati a norma di quanto previsto dal
relativi sistemi di gestione ambientale.

8.2 Attività di vigilanza.
L'ARPA, nell'ambito delle proprie funzioni di vigilanza e
secondo quanto previsto nella LR 19 aprile 1995 n. 44,
effettua gli opportuni controlli tesi a verificare la
conformità del progetto autorizzato, le misure di preven-
zione dell'inquinamento atmosferico adottate, nonché il
rispetto delle disposizioni relative agli autocontrolli ed i
risultati degli stessi.
L'ARPA effettua i controlli sulle emissioni previsti nel
comma 3 dell'art. 8 del DPR 24 maggio 1988, n. 203; essa
effettua anche i controlli richiesti dall'Amministrazione
provinciale sia a campione che per specifiche esigenze
emergenti. Il numero dei controlli da effettuarsi annual-
mente viene programmato secondo le esigenze previste nel
piano di lavoro dell'ARPA predisposto in base alla LR 19
aprile 1995, n. 44.
Qualora nelle attività di controllo venissero rilevate
irregolarità, superamenti dei valori limite di emissione
fissati nell'autorizzazione, omissione degli autocontrolli o
delle misure di prevenzione, l'ARPA, fermo restando gli
adempimenti giudiziari previsti, dovrà darne tempestiva
comunicazione alla Provincia per i successivi atti ammini-
strativi di competenza.
L'ARPA deve comunicare periodicamente alla Provincia le
risultanza dei controlli effettuati.
Per le attività di recupero di rifiuti le autorizzazioni
alle emissioni in atmosfera, rilasciate dalle Province ai
sensi del precedente punto 4.1, soddisfano i requisiti di
cui agli artt. 28 e 33 del DLgs n. 22 del 1997 secondo
quanto previsto all'art. 122 della L.R. 21 aprile 1999 n. 3.

9. INOSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI
In caso di inosservanza delle prescrizioni contenute
nell'autorizzazione la Provincia provvede ai sensi di quanto
indicato all'art. 10 del DPR n. 203/88, e secondo la gravità
delle infrazioni:
a) alla diffida, indicando il termine entro il quale
l'impresa dovrà eliminare le irregolarità
b) alla diffida e contestuale sospensione dell'attività
già autorizzata per un tempo determinato, ove si
manifestino situazioni di pericolo per la salute e/o
per l'ambiente;
c) alla revoca dell'autorizzazione e alla chiusura
dell'impianto, in caso di mancato adeguamento ad
eventuali prescrizioni imposte con la diffida ed in
caso di reiterate violazioni che determinino situazioni
di pericolo e di danno per la salute e/o per l'ambiente.
Gli atti di cui ai precedenti punti a), b) e c) vanno notificati
all'impresa e all'ARPA per gli adempimenti di competenza.
Proprietà dell'articolo
modificato: giovedì 11 gennaio 2007