Vai all'homepage | Vai alla pagina della mappa del sito | Vai alla pagina del motore di ricerca interna al sito | Vai all'inizio della pagina

Vai all'inizio della pagina
Ti trovi in:Home » temi » Giovani e Sport » Politiche Giovanili

Centri di aggregazione giovanile a Reggio Emilia

Centri di aggregazione giovanile

E' arrivato a conclusione il progetto di rilevazione delle strutture e degli spazi di aggregazione (SAG) giovanili, promosso e finanziato all'interno dell'accordo di programma quadro GECO tra il Ministero della Gioventù e la Regione Emilia Romagna. Si tratta di una delle azioni di sistema previste nel progetto “Giovani Evoluti e Consapevoli” denominata “Centri di aggregazione giovanile dell’Emilia Romagna: dalla conoscenza alla rete” finalizzata a costruire conoscenza sulle opportunità d’incontro e di socializzazione e sulla componente dell’offerta della rete dei servizi rivolti alle giovani generazioni di età compresa tra i 15 e i 30 anni.

In provincia di Reggio Emilia sono stati censiti 255 SAG. Essi rappresentano il campione provinciale più numeroso, pari al 17.3% del totale degli spazi rilevati sul territorio regionale (1478). Si tratta principalmente di associazioni culturali e/o di promozione sociale, polisportive/associazioni sportive, parrocchie/oratori e centri di aggregazione giovanile. La quasi totalità dei SAG registra al proprio interno un responsabile, ruolo ricoperto con più frequenza da un educatore uomo, di età superiore ai 34 anni, in linea con il dato regionale.

128 dei SAG censiti sono presenti sul territorio da oltre 10 anni, dato leggermente superiore a quello regionale. La gestione dei SAG è prevalentemente di competenza del settore privato e i dati provinciali differiscono da quelli regionali per la netta prevalenza della gestione privata su quella del privato sociale e per la forte presenza di gestioni miste.

Il 79.4% dei SAG è dotato di una struttura stabile, gli altri sono spazi informali, spesso senza un punto preciso di incontro e fanno più che altro riferimento a progetti educativi di strada. I SAG hanno una frequentazione prevalentemente maschile e con una media giornaliera rilevante: il 47.8% tra gli 11 ed i 30 ragazzi ed il 33% registra oltre 30 presenze giornaliere, presenza che cala durante il periodo estivo. La fascia di età maggiormente rappresentata è quella dei 30enni, dall’altro lato gli under 13 sono per lo più presenti in parrocchie, oratori e polisportive. Ragazzi immigrati sono presenti in quasi 7 SAG su 10: rappresentano complessivamente il 20% del totale e nel 64.5% dei casi sono maschi.

Le attività sono prevalentemente educative, formative e ricreative e vengono concertate e programmate insieme ai ragazzi nel 36.6 %.

Tra le attività educative quelle più frequentate sono legate alla promozione degli stili di vita e tra quelle ricreative il 40.8% è legato alla musica, le attività formative vedono una prevalenza di quelle sportive, le attività informative sono dirette sul tempo libero e sull’orientamento scolastico.

I SAG ricorrono prevalentemente a tre tipi di finanziamento: autofinanziamento, finanziamenti privati, finanziamenti pubblici. I bisogni dei giovani sono di natura educativa, culturale, ricreativa, formativa, informativa e di svago. Va evidenziata la buona corrispondenza tra bisogni e capacità percepite nel dare risposte concrete sul piano educativo. I principali punti di forza riguardano le condizioni materiali ed organizzative (caratteristiche culturali, equipe di lavoro, facilità di accedere alle attività proposte) ma anche i valori ed i metodi educativi. La connotazione dei SAG è quella di spazi molto strutturati e organizzati, nei quali non solo si vuole rendere disponibile un contesto aggregativo ai giovani, ma dove si è maggiormente orientati ad offrire loro percorsi più prettamente educativi e formativi. La principale difficoltà è rappresentata sia a livello regionale sia a livello provinciale dal piano finanziario.

"Esprimo soddisfazione per la diffusa presenza di spazi per l'aggregazione giovanile nella nostra Provincia, che dimostra una grande sensibilità e attenzione verso i nostri ragazzi da parte di tutti gli attori che si rivolgono ai giovani in un'ottica di rete territoriale permanente - ha commentato l'assessore Ilenia Malavasi -  A questa presenza si aggiungono tanti progetti sostenuti anche dall'ente Provincia e dalle amministrazioni comunali, che intendono dare opportunità educative e formative ai nostri giovani, come la diffusione della Carta Giovani su tutto il territorio provinciale, nonchè sostegno alle loro necessità consapevoli di svago, promuovendo iniziative sulla mobilità, quali il Discobus e progetti educativi sugli stili di vita sani e sostenibili. Anche quest'anno, grazie alla legge regionale 14/2008, la Regione ha stanziato per la nostra provincia 73.400 euro sulla spesa corrente e 64.550 euro per spese di investimento, destinati proprio a queste tipologie di spazi giovanili. Occorre sostenere le esperienze esistenti e diffuse sul territorio, perchè questo momento di difficoltà economica non metta in discussione questa rete di servizi che si rivolge a quei giovani che saranno i protagonisti di domani".

Proprietà dell'articolo
modificato: lunedì 30 aprile 2012