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Documentazione del Comitato di Assistenza Civile conservato nell'archivio storico della Provincia di Reggio Emilia

 

L'archivio storico della Provincia di Reggio Emilia conserva la documentazione relativa al Comitato di assistenza civile attraverso il quale è possibile ricostruire la mobilitazione della società reggiana a sostegno dello sforzo bellico durante la prima guerra mondiale.[1]Il Comitato, nato originariamente nel marzo del 1915 su iniziativa del sindaco socialista Luigi Roversi come "Comitato Provinciale per l'organizzazione dei servizi civili nel caso di mobilitazione",  all'inizio della guerra si trasformò in "Comitato Provinciale di Assistenza Civile", presieduto dall'avv. Alessandro Mazzoli, presidente della Deputazione Provinciale, e con la vicepresidenza di Luigi Roversi, sindaco di Reggio Emilia. Nella commissione esecutiva sedevano i rappresentanti delle istituzioni e delle realtà socio-economiche locali: Arturo Bellelli (segretario della Camera del Lavoro), prof. Luigi Belluzzi (presidente dell'Associazione Impiegati), avv. Alessandro Cocchi (presidente della Cassa di Risparmio), Giacomo Namias (presidente della Camera di Commercio), prof. Pietro Petrazzani (presidente dell'Ordine dei Medici), avv. Guido Vannini (presidente della Congregazione di Carità), prof. Roberto Vittorangeli (direttore della cattedra ambulante).

La commissione operò  attraverso una articolazione per sotto-comitati (le cosiddette sezioni):

  • Sezione propaganda e raccolta offerta (presidente avv. Giuseppe Spallanzani)
  • Sezione distribuzione fondi raccolti (presidente avv. Igino Bacchi Andreoli)
  • Sezione assistenza ai feriti (presidente conte dott. Federico Calvi)
  • Sezione assistenza all'infanzia (presidente avv. Luigi Moschiari)
  • Sezione economia generale
  • Sezione assistenza profughi e rimpatriati (cav. avv. Tomaso Saracchi).

La struttura organizzativa inoltre prevedeva la presenza dei comitati di assistenza civile in ogni comune del territorio provinciale.

Il fondo archivistico rappresenta una serie documentaria relativa all'attività svolta dal Comitato durante l'intero periodo del conflitto e nell'immediato periodo postbellico (1915-1920) e presenta notevole interesse per la ricchezza e tipologia della documentazione.

La documentazione è costituita da  4 scatole, suddivisa in 19 fascicoli. La prima scatola comprende "relazioni e resoconti" comprende il carteggio relativo ai rapporti intercorsi con istituzioni e privati; la seconda scatola documenta la costituzione e l'attività del comitato e della Commissione. La terza scatola comprende la documentazione della commissione. Infine, la quarta scatola comprende le pratiche correnti.

 

La prima scatola "Relazioni e resoconti"

La prima scatola, oltre ad alcuni manifesti a stampa, contiene 4 fascicoli. Il primo comprende "informazioni e richieste diverse", il secondo "Inchieste ai comuni per gli uffici", il terzo "Offerte di servizi" e il quarto "Rapporti con Comitati di altre Provincie". In particolare, il secondo fascicolo contiene comunicazioni di diversi professionisti, funzionari, impiegati in pensione, insegnanti e semplici cittadini che nel maggio 1915 aderirono all'appello del Comitato offrendo la loro disponibilità a supplire ad attività svolte da personale richiamato alle armi. Il terzo fascicolo comprende documentazione realtiva ai comitati di assistenza di Bergamo, Modena e Bologna.

 

La seconda scatola "Costituzione del Comitato e della Commissione"

All'interno dei fascicoli contenuti nella seconda scatola si trova diversa documentazione che si riferisce all'istitizione del Comitato e alla attività delle diverse sotto-commissioni in cui era articolava il comitato. Nel primo fascicolo è inserito il carteggio e la corrispondenza relativo alla commissione di distribuzione dei fondi raccolti, presieduta dall'avv. Igino Bacchi Andreoli. La commissione aveva lo scopo di raccogliere e distribuire i fondi a favore delle famiglie dei richiamati sotto le armi. Tra la documentazione vi è inserita una relazione relativa all'attività del primo trimestre dalla quale si evince che la commissione si insediò l'8 giugno 1915 ed iniziò subito il suo lavoro stabilendo i criteri e le norme fondamentali per la erogazione dei sussidi ai richiamati. Tra giugno ed agosto vennero presentate 986 domande ed erogate L 9.220,50

Nei fascicoli successivi si trova la documentazione relativa ai rapporti con il comitato femminile presiduto da Virginia Guicciardi Fiastri e quella concernente la commissione agricola presieduta dal prof. Alberto Vittorangeli, direttore della cattedra d'agricoltura. In particolare, il carteggio comprende un manifesto del 15 giugno 1915 con un appello "patriottico" agli agricoltori che si conclude come segue: "Agricoltori! se volete che la guerra si definisca al più presto, fate che lo Stato possa contare su di voi. Date braccia alla terra; date capitali alla terra; mantenete alla terra tutto il suo vigore di produzione e di ricchezza. E' per voi - ma non soltanto per voi. E' anche per la Nazione! Ed è essa che vi incita, non solo a mantenerle intatto, ma ad aumentarle il patrimonio de' suoi campi. E' l'ora dei molti doveri e di tutto il dovere".

Il terzo fascicolo si riferisce alla commissione di assistenza ai feriti e quella per l'assistenza sanitaria che nel dicembre del 1915 si fusero in un'unica sezione. Il quarto fascicolo comprende l'attività di assistenza ai profughi mentre la successiva riguarda quella della commissione di assistenza all'infanzia che in base alla relazione del 29 maggio 1915 operò con i seguenti obiettivi: "1) istituire un asilo ove raccogliere, custodire e amntenere i fanciulli di tenera età che si trovano abbandonati in seguito a chiamata alle armi del padre. (...) 2) istituire degli asili diurni in città e nelle ville per raccogliervi e custodirvi i fanciulli le cui madri debbono assentarsi per ragioni di lavoro e non hanno altri che possa occuparsi di loro. (...) 3)  eserciterà in ogni più priopria forma funzioni di patronato per tutti i figli in genere dei richiamati". Il settimo fascicolo relativo alla attività della Commissione commerciale industriale contiene, tra l'altro, una dettagliata relazione del luglio 1915 del presidente Giacomo Namias sull'attività svolta per accertare "quale perturabmento sarebbe derivato dalla mobilitazione generale al comemrcio e all'industria dell'intera Provincia" mentre il successivo contiene documentazione sui provvedimenti contro la disoccupazione. In particolare, contiene una interessante statistica del settembre 1915 del segretario della Camera del Lavoro di Reggio, Arturo Bellelli, sul numero dei lavoratori richiamati alle armi delle diverse categorie nonchè sulle condizioni in cui si trova il mercato del lavoro dal quale risaltava il numero rilevante di lavoratori richiamati, specialmente nelle categorie dei coloni (1.871 richiamati su 8.020) e dei braccianti (2.921 richiamati su 14.615) a causa del quale "durante l'eccezionale lavoro della mietitura" si dovette lamentare la disoccupazione. Da segnalare infine la presenza di due  pubblicazioni a stampa: la "Relazione morale e rendiconto economico giugno1915-31 marzo 1916"  concernente l'attività del sotto-comitato Pro-puerpere nato nel giugno del 1915 fra alcune signore dei soci del circolo Impiegati ed un prospetto con delle offerte ricevute dal Comitato di assistenza Civile al 31 agosto 1915 contenete i nominativi degli enti e dei singoli suddivisi per categoria professionale.

 

 

La terza scatola "Comitato e Commissione esecutiva"

La scatola contiene le domande di sussidio alla Croce Rossa Americana risalenti al 1919-1920 provenienti da familiari di combattenti residenti in diversi comuni della provincia. Un secondo corposo fascicolo comprende la documentazione relativa all'attività dei comitati di assistenza civile istituiti nei comuni del territorio provinciale durante l'anno 1915.

 

 

La quarta scatola "Pratiche correnti"

La scatola comprende la documentazione relativa alla attività della Commissione esecutiva del Comitato Provinciale. Vi è conservato il registro dei verbali della Commissione (marzo -giugno 1915), il carteggio della Commissione, una pubblicazione a stampa "L'Opera del Comitato di Assistenza civile della Provincia di Reggio Emilia a tutto il 31 agosto 1915" nonchè la documentazione preparatoria delle sedute della Commissione e copia del bollettino straordinario del Comitato del 1917. Si segnala la documentazione riguardante la partecipazione alla mostra nazionale delle opere di assistenza all'esercito svoltasi a Roma nel maggio 1918 e quella relativa ai rapporti con i prigionieri di guerra.

Un altro fascicolo conserva la documentazione della "Commissione di economia generale"; in esso è contenuto carteggio e corrispondenza oltre ad una pubblicazione a stampa della Commissione di Economia Generale del 1915 intitolata: "Memoriale alle L.L.E.E. i Ministri dell'Interno e dell'Agricoltura Industria e Commercio.

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[1] Sul Comitato di Assistenza Civile si rinvia ai numerosi riferimenti contenuti nel volume: M. Carrattieri - A. Ferraboschi (a cura di), Piccola Patria, Grande Guerra. La Prima guerra mondiale a Reggio Emilia, Bologna, Clueb, 2008. In particolare, sul problema della partecipazione dei socialisti reggiani al Comitato, "generalmente avversata dagli intransigenti presenti in vari comuni" cfr. A. Zavaroni, L'atteggiamento dei socialisti reggiani di fronte alla guerra del 1915, in particolare pp. 429-438; in Cd-Rom: G. Bocccolari-L. Casali (a cura di), Camillo Prampolini e il socialismo reggiano: Atti del Convegno di Reggio Emilia del novembre 1993, dicembre 2001, pp. 429-438, allegato alla rivista "L'Almanacco", a. 20, n. 37, dicembre 2001;

Proprietà dell'articolo
modificato: venerdì 24 aprile 2009