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Storia e Paesaggio

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Storia e Paesaggio

Abbiamo sempre detto che la nostra è una bella provincia, e ci siamo impegnati per renderla ancora più bella e per farla conoscere. Abbiamo abbattuto ecomostri e cercato di non farne nascere altri, abbiamo promosso le nostre eccellenze per far capire che c'è un posto dove il “buon vivere” è di casa: Reggio Emilia. Abbiamo puntato sulla accoglienza, la cultura, la natura, su Matilde di Canossa (con una mostra che ha richiamato migliaia di visitatori), le montagne, i fiumi e le valli, le colline straordinarie, sui centri storici e le opere d'arte.

Proprio l'attenzione al paesaggio – un'attenzione che ha attraversato trasversalmente tutti gli assessorati e che è stata declinata tanto in ambito tecnico, a partire dagli strumenti di pianificazione, quanto in ambito culturale e turistico - ha rappresentato, insieme all'impegno per la sicurezza dei reggiani, il tratto distintivo dell'operato della Provincia di Reggio Emilia in questi ultimi dieci anni.

In 150 anni di storia mai la Provincia o un ente locale reggiano avevano avuto un assessorato dedicato al Paesaggio. La scelta compiuta dalla Giunta Masini nel 2004 ha voluto testimoniare una attenzione nuova a un punto di forza della provincia reggiana troppo a lungo trascurato: la grande bellezza di questa terra. Una bellezza lasciata sfiorire, soffocata da una espansione urbanistica a volte fuori controllo.
L'Assessorato al Paesaggio della Provincia di Reggio Emilia ha prodotto certo una svolta: nella forma, ma soprattutto nella sostanza. L'impegno per la tutela e la valorizzazione del nostro territorio ha prodotto, in questi dieci anni, risultati davvero importanti.

Sotto il profilo normativo, con il lungo e meticoloso lavoro che nel 2010 ha portato all'approvazione del nuovo Piano territoriale di coordinamento provinciale nel quale, si è “sancito” un nuovo modello qualitativo di sviluppo. Attraverso 134 momenti di confronto con le altre istituzioni a partire dai comuni, con i cittadini, le associazioni imprenditoriali, agricole e ambientaliste, i sindacati, gli ordini e i collegi professionali – un cammino che ha coinvolto oltre duemila persone - la Provincia di Reggio Emilia ha prodotto uno strumento di pianificazione che punta a contenere il consumo di suolo per nuove urbanizzazioni, incentivando il riutilizzo del patrimonio e delle attività in disuso e introducendo un limite del 3% alla crescita dell'urbanizzato. E a questa filosofia, in un clima interlocutorio e di collaborazione, sono stati chiamati ad adeguarsi i 730 atti urbanistici dei comuni esaminati dalla Provincia in questi anni.

Con la Biennale del Paesaggio, promossa dalla Provincia a partire dal 2005, questa nuova sensibilità nei confronti delle bellezze del nostro territorio è uscita dalle stanze dei tecnici della pianificazione e ha cercato di coinvolgere i reggiani. Attraverso conferenze, mostre fotografiche, documentari ed eventi di grande qualità: da Alberto Asor Rosa a Carlo Petrini, da Gianni Celati a Ermanno Cavazzoni, da Marc Augé a Luciano Ligabue (?), da Paolo Rumiz a Arnoldo Foà. Fino ad arrivare alla spettacolare demolizione di due ecomostri: l'”albergo dei polli” di Felina nel maggio 2006 e la porcilaia di Canossa nel settembre 2013.

Ma difendere e tutelare il patrimonio paesaggistico e culturale reggiano, non basta. Per questo la Provincia ha prodotto, negli ultimi anni, anche un altrettanto fondamentale lavoro di valorizzazione del nostro territorio. Puntando, innanzitutto, sulla straordinaria eredità storico-artistica lasciata da Matilde di Canossa. Nel 2008 “Matilde e il tesoro dei Canossa, tra castelli, monasteri e città”, la mostra dedicata alla donna più potente e influente del Medioevo, ha richiamato decine di migliaia di visitatori tra gli oltre 220.000 che in questi anni si sono recati a Palazzo Magnani, la prestigiosa sede museale che la Provincia sul finire degli anni Novanta ha regalato alla città e che ha ora trasformato in Fondazione.
La fondazione Magnani costituisce uno dei segmenti più qualificati dell'offerta culturale dell'Emilia Romagna, ha incrementato via via la qualità delle mostre ed è polo di sempre maggiore attrattività (mostre di: Echer, De Chirico…)

Attraverso le nostre competenze in materia turistica, abbiamo finanziato – grazie anche a fondi regionali ed europei – lo sviluppo dell'incooming, e della nostra capacità di attrarre turisti: abbiamo dunque contribuito a potenziare la rete ricettiva; a rilanciare i centri commerciali naturali, ovvero la proposta commerciale dei centri storici dei nostri paesi; a qualificare le stazioni invernali e il sistema sciistico reggiano, nonché la rete sentieristica provinciale; a favorire progetti che agevolassero l'accesso e la fruibilità al Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, alla Terre di Canossa e alle piccole capitali del Po.

Nel maggio 2013, la Provincia dopo un lungo confronto con operatori e soggetti pubblici, ha avviato un progetto di marketing territoriale con l'obiettivo di promuovere in modo coordinato Reggio Emilia in Italia e nel mondo: per farla uscire dai propri confini, ma anche per attrarre quei visitatori che cercano i luoghi più belli del mondo, le persone più accoglienti, il buon vivere.
Accoglienza, civiltà e qualità sono le caratteristiche peculiari di una Reggio molto emiliana, con prodotti eccellenti come il Parmigiano Reggiano, le scuole migliori del mondo, la stazione medio padana ed i ponti firmati da Santiago Calatrava solo per citarne alcuni.
Si tratta ora di dare nuove forme a quel progetto di promozione territoriale unendo enti pubblici, istituzioni culturali, imprenditoria privata, cogliendo l'occasione dell'Expo per potenziare un comparto economico che potrà portare lavoro e reddito per molti giovani.