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Autonomia all’emiliana, Bonaccini incontra i sindaci

Il governatore questa mattina in Provincia. Il presidente Manghi: “L’iniziativa costituzionale avviata dalla Regione Ŕ l’unica in grado di produrre davvero benefici per le comunitÓ”
Terzini, Bonaccini, Manghi e Petitti
Terzini, Bonaccini, Manghi e Petitti

Il cammino intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna per ottenere, attraverso l’articolo 116 della Costituzione, ulteriori forme e condizioni di autonomia è stato al centro dell’Assemblea dei sindaci convocata per questa mattina dal  presidente della Provincia di Reggio Emilia,  Giammaria Manghi.

A illustrare il documento di indirizzi, che dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale è stato sottoposto a parti sociali e appunto enti territoriali, lo stesso presidente Stefano Bonaccini, insieme all’assessore regionale  al Riordino istituzionale Emma Petitti e la responsabile del Servizio Riforme istituzionali Filomena Terzini.

“E’ tempo che in questo Paese le Regioni virtuose e con i conti in ordine vengano premiate – ha spiegato il presidente Stefano Bonaccini – La Costituzione riconosce questa possibilità, attraverso il comma terzo dell’articolo 116, ed è questo il cammino che abbiamo deciso di intraprendere e che può consentirci di avere concretamente maggiore autonomia legislativa, ma anche maggiore capacità di investimento, trattenendo sul territorio una parte delle risorse che oggi vanno allo Stato”.

“L’Emilia-Romagna per i suoi dati economici, occupazione ed export su tutti, e per la qualità dei servizi che vengono erogati ai cittadini è in grado di spendere la sua tradizione di buon governo per avviare questo percorso”, ha aggiunto il presidente della Regione spiegando le quattro aree di competenza per le quali si chiede maggiore autonomia (lavoro e impresa; formazione e ricerca; ambiente e territorio; welfare e sanità) e illustrando la tabella di marcia che punta a ottenere l’approvazione in Consiglio regionale il 3 ottobre per poi presentare al premier Gentiloni il documento di indirizzo e avviare ufficialmente il confronto col Governo.

“Perché per avere davvero più autonomia serve una legge dello Stato approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di un’intesa fra lo Stato e la Regione, il resto sono parole al vento o ricerca di facili consensi plebiscitari, alla vigilia delle elezioni, attraverso referendum inutili e scontati  oltre che dispendiosi”, ha concluso il presidente Bonaccini ribadendo comunque come “per noi resti sacra l’unità nazionale del Paese, a differenza di chi propone addirittura la secessione della Romagna dall’Emilia, senza capire che da separati saremmo tutti più deboli: l’Emilia-Romagna corre, ma se cresce ancora crescerà  di più anche il nostro Paese”.

“Come Provincia seguiamo con grande attenzione, e condivisione, il cammino intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna – ha detto il presidente Giammaria Manghi – perché finalmente apre una stagione di grande concretezza su un tema, quello della maggiore autonomia degli enti locali, sul quale da troppo tempo si parla senza produrre risultati. La via costituzionale all’autonomia è l’unica in grado di produrre realmente  benefici alle comunità, determinando davvero un cambio di registro rispetto al lavoro che gli enti locali svolgono sul territorio a partire dalla Regione, rendendoli  ancora più credibili e funzionali”.

Anche per il presidente della Provincia di Reggio Emilia occorre ribadire “la natura assolutamente non  separatista di  questo cammino, ma anche far capire che non si sta nemmeno parlando di nuove o ulteriori Regioni a statuto speciale che francamente, a oltre 150 anni dal’Unità d’Italia, non hanno più ragione d’essere”.

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modificato: sabato 16 settembre 2017