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Scandiano, il polo Gobetti ‘raddoppia’

Inaugurato l’ulteriore piano della sede realizzata dalla Provincia nel 2010.  Il presidente Manghi: “Risultato non scontato, frutto della fatica di tanti, e segnale di fiducia e speranza”

Sette aule e un laboratorio informatico in più per il polo scolastico “Gobetti” di Scandiano, grazie al “raddoppio” della nuova ‘ala’ inaugurata nemmeno otto anni fa. L’intervento, realizzato dalla Provincia grazie a 1,6 milioni interamente finanziati con mutui Bei, è stato inaugurato questa mattina a conclusione di un faticoso iter che ha dovuto superare gli scogli della crisi economica – che ha comportato la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa che si era originariamente aggiudicata l’appalto – e della riforma (ma soprattutto del taglio di risorse) delle Province. Anche per questo, stamattina, la soddisfazione del presidente Giammaria Manghi, dei consiglieri delegati all’Istruzione e alle Infrastrutture Ilenia Malavasi e Marcello Moretti, dei dirigenti e del personale della Provincia di Reggio Emilia era ancora più grande. “E’ la prima opera che da oltre te anni riusciamo a inaugurare, dopo uno tsunami che ci ha privato di risorse, ma che siamo riusciti a superare lavorando con  grande pazienza e ricerca di equilibrio”, ha detto il presidente della Provincia Giammaria Manghi. “Questa scuola è il frutto di fatica: la fatica di un ente in generale,  ma anche la fatica specifica delle imprese coinvolte nei lavori, da chi inizialmente se li era aggiudicati e purtroppo è fallito, a chi è subentrato ed ha dovuto farlo con tempi non semplici da rispettare”, ha detto il presidente Manghi sottolineando “la necessità di evidenziare, anche per rispetto della verità, come il risultato raggiunto oggi non sia, dunque, né semplice né scontato”.

“Ogni inaugurazione ci consegna un segnale di fiducia e di speranza, quella di oggi in particolare ci dice che il cammino di una comunità è possibile anche dopo il lungo periodo di crisi che abbiamo alle spalle e che per voi ragazzi questo cammino avverrò in una casa più bella, confortevole e allargata”, ha aggiunto il presidente della Provincia nel corso della cerimonia tenutasi questa mattina, alla presenza di alcune classi, nell’aula magna del Gobetti. “Una scuola che ha saputo programmarsi nel corso del tempo per essere di appeal rispetto al contesto nel quale è inserito, un’ area territoriale particolare non solo perché di confine, ma anche perché distintiva dal punto di vista economico per la significativa presenza del comparto ceramico – ha concluso – Una scuola importante anche dal punto di vista onomastico: perché intitolata a un intellettuale antifascista che ha dato la vita per il nostro Paese e  collocata in via della Repubblica, nel 70esimo anniversario della nostra Costituzione che, tra i valori fondanti, annovera proprio il diritto di tutti all’istruzione”.

 

 

“L’importanza del “Gobetti” va ben oltre i confini del comune, perché è un intero distretto, quello ceramico, che si riconosce in questo importante polo - ha detto il sindaco di Scandiano Alessio Mammi, intervenendo anche a nome degli altri primi cittadini della zona ceramiche presenti in aula magna - Oggi non inauguriamo solo delle aule, ma un ulteriore investimento sul futuro del nostro territorio e dei nostri cittadini, finalizzato a migliorare ancora di più la qualità dell’istruzione e delle  conoscenze dei nostri ragazzi”.  Anche il sindaco Mammi ha poi sottolineato il lavoro svolto dalla Provincia “perché realizzare un’opera pubblica in Italia è sempre molto complesso, e lo era ancora di più in una fase come quella abbiamo alle spalle: con una crisi economica che ha fatto fallire imprese e complicato il sistema degli appalti, e con un ente che è stato investito da un vero ciclone, che ha svuotate di risorse le Province”. “Quando i soldi sono pochi, occorre decidere le priorità e la scelta compiuta dalla Provincia, che ha avuto il  coraggio di investire sull’istruzione, è stata una scelta seria e importante di cui oggi trae beneficio il Gobetti, una scuola che cresce perché connessa con il tessuto economico del nostro territorio e perché è una scuola nella quale si sta bene…”.

Proprio sulla crescita del polo scandianese si era soffermato in precedenza il dirigente scolastico Fausto Fiorani: ”Avevamo ampliato la nostra offerta formativa proprio qualche mese prima di una crisi che non è stata solo economica, ma anche istituzionale ed ha riguardato proprio le Province, per questo oggi la soddisfazione è ancora più grande  - ha ricordato – Ora abbiamo una proposta composta da tre indirizzi tecnici, due liceali e due professionali che risponde ai bisogni del territorio e che in questi anni ci ha visti passare da 1.000 a 1.300 studenti e da 100 a 140 docenti, con un trend oramai stabile di quasi 300 nuove iscrizioni all’anno. Il raddoppio del nuovo edificio è il punto di partenza per una ulteriore qualificazione del Gobetti e per realizzare quella scuola di qualità che qui è possibile anche grazie alla Provincia, attraverso una visione di insieme e a un utilizzo equo delle risorse”.

Il presidente del Consiglio d’istituto Umberto Baroni ha infine rimarcato “come questo iter particolarmente complesso, conclusosi positivamente perché nessuno si è mai tirato indietro e tutti hanno lavorato con pazienza e determinazione, possa essere di esempio per farci riflettere sui risultati che si possono raggiungere con il lavoro di squadra”. Tutti gli intervenuti hanno voluto anche ringraziare le imprese che hanno realizzato i lavori, ma anche il personale della scuola, gli studenti e i loro genitori per la collaborazione assicurata in questi anni: letture e musiche da parte di alcuni allievi del Gobetti, e il tradizionale taglio del nastro, hanno concluso la cerimonia di inaugurazione.

 

 

L’intervento in dettaglio

 

I dettagli tecnici di quello che rappresenta “uno dei più importanti interventi realizzati dalla Provincia negli ultimi anni” sono stati illustrati dal dirigente alle Infrastrutture Valerio Bussei. “Il nuovo piano, realizzato sopraelevando l’edificio realizzato nel 2010 e progetto proprio prevedendo un possibile innalzamento, occupa una superficie di 650 metri con 7 aule di circa 50 mq, 1 aula di 73 mq destinata a laboratorio, 10 bagni di cui 3 per disabili destinati a studenti ed insegnanti e alcuni locali tecnici ricavati sui lati delle scale – ha detto – I lavori hanno comportato anche l’ampliamento dell’edificio al piano terra, con la realizzazione sul lato nord della scala principale di accesso con l’ascensore e sul lato sud della scala di sicurezza con un antistante locale destinato a ripostiglio/deposito”.

“Attraverso un uso attento del colore, l’edificio è stato connotato in modo da valorizzarne la valenza pubblica e sociale attraverso una particolare attenzione anche al trattamento dei prospetti interni, con un gioco cromatico delle partizioni, delle porte e dei pannelli fonoassorbenti a soffitto in continuità con il piano terra già realizzato – ha aggiunto - I materiali dell’involucro e le strategie impiantistiche adottate sono volte a coniugare il comfort degli utenti con la riduzione del consumo energetico a tutela dell’ambiente: in particolare l’edificio è di classe A3, superiore dunque a quanto richiesto dalla normativa regionale, nonché,  dal punto di vista strutturale, conforme a tutte le più recenti normative tecniche per le costruzioni, soprattutto per quanto riguarda la conformità alla normativa sismica”. La scuola, infine, è dotata di impianto di ricambio aria in tutte le aule ed è completamente cablata in funzione delle nuove tecnologie, con canalizzazioni e cavi che corrono prevalentemente nell’intercapedine presente sopra i controsoffitti.

Bussei ha infine ricordato come i lavori, sospesi con la messa in liquidazione coatta amministrativa della Unieco, siano ripresi lo scorso giugno dopo l’assegnazione alla seconda classificata, un’Ati composta da Tecton insieme a Torreggiani spa (parte impiantistica) e Reset spa  (impianti elettrici): “Hanno lavorato in tempi veramente rapidissimi, rispettando il cronoprogramma concordato con la scuola – ha concluso -

Ora rimangono solo alcune piccole opere esterne di completamento, non influenti sull’uso delle aule, riguardanti la sistemazione delle aree del cantiere e la rimozione delle aule provvisorie prefabbricate, che verranno comunque effettuate entro febbraio”.

 

 

 

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modificato: venerdì 16 febbraio 2018