Vicenda "Why not", respinto ordine del giorno di An

Il Consiglio Provinciale, presieduto da Lanfranco Fradici, ha respinto - con 16 voti contrari di Pd, Rifondazione Comunista e Pdci e 7 a favore di Forza Italia, An e Lega nord - un ordine del giorno presentato dal gruppo di An sulla vicenda relativa all'inchiesta denominata "Why not". Nel documento si faceva riferimento all'avocazione dell'inchiesta di cui era titolare il pubblico ministero Luigi De Magistris e si chiedeva un impegno a "invitare fermamente il consigliere reggiano laico del Consiglio superiore della magistratura, Celestina Tinelli, a sostenere con forza in sede di discussione al Csm la restituzione dell’indagine sui finanziamenti illeciti al pm della Procura di Catanzaro Luigi De Magistris, evitando così di minare alla base lo stato di diritto con una decisione liberticida per l’indipendenza e l’autonomia della magistratura"
Il documento è stato illustrato di aula dal consigliere di An Giuseppe Pagliani: "Sono diverse le vicende in cui cambiano le procure e i nomi dei procuratori, ma resta purtroppo un punto fermo il cattivo utilizzo degli strumenti che consentono al ministro della Giustizia di intercedere nei confronti della magistratura. Questo ordine del giorno ha l'obiettivo di mantenere l'autonomia del potere giudiziario, a fonte di intercessioni pressanti a cui abbiamo assistito in questi ultimi tempi. Vediamo un potere che cerca di rovesciarne un altro e questo crea una situazione davvero grave, che vede venire meno la caratteristica di eccezionalità del processo giudiziario". Nel suo intervento, Pagliani ha anche fatto a questo proposito riferimento anche alle vicende che riguardano l'ex guardasigilli Clemente Mastella.
Sulla questione è intervenuto il vicepresidente della Provincia Pierluigi Saccardi: "Il documento in questione è stato presentato a ottobre e l'inchiesta Why not ha avuto da allora alcuni sviluppi fondamentali. Credo però che non sia possibile e neppure opportuno oggi entrare nel merito del comportamento dei singoli indagati. Quello di cui si discute è il rapporto fra istituzioni e magistratura, ma ritengo che l'impegno chiesto alla Provincia contrasti con il principio di non interferenza fra poteri dello stato".
Il consigliere di Forza Italia Francesco Benaglia è intervenuto esprimendo invece il  "la condivisione del documento, ma al contempo auspico che An e Forza Italia insieme presentino lo stesso ordine del giorno in difesa del giudice Clementina Forleo, dal momento che anche lei è stata trattata in malo modo".
"Ci sono situazioni ineccepibili dal punto di vista giuridico, ma ormai insostenibili dal punto di vista politico - ha detto Luciano Branchetti del Pd - e la politica purtroppo non è ancora riuscita a trovare gli strumenti per superare questo problema davvero radicato nel sistema di questo Paese e che non ha colore politico. Non credo però che sia nello schierarsi o meno con i giudici, rispetto a situazioni contingenti, che si possa risolvere la questione". 
Il capogruppo della Lega nord Marco Lusetti ha invece affermato che "è evidente che quando la politica non sta al suo posto il problema emerge. E' necessaria una seria riforma della giustizia, affinché si superi quella situazione per cui di fatto il potere giudiziario esercita anche quello legislativo. Divisione delle carriere fra magistratura giudicante e inquirente, ma soprattutto giudici eletti dal popolo, sono elementi più che mai necessari per superare questo problema". 
Infine è intervenuto il capogruppo del Pd Alberto Ovi, sottolineando che "questo ordine del giorno è la prova evidente di come sia forte in tante persone che fanno politica la tentazione di dare suggerimenti e consigli agli organi della magistratura, suggerimenti non sempre tanto disinteressati. Personalmente credo che Celestina Tinelli, e il Csm tutto, sappiano cosa fare senza il suggerimento di questo Consiglio Provinciale".

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creato: martedì 22 gennaio 2008
modificato: martedì 22 gennaio 2008