Il Consiglio: avviare la valutazione della gestione del servizio acqua

Il Consiglio provinciale, presieduto da Gianluca Chierici, ha approvato un ordine del giorno sul tema dell'acqua (favorevoli Pd e Idv, contraria la Lega e astenuti Pdl e Udc). Il documento, presentato come correlato a un precedente ordine del giorno dell'Italia dei Valori, porta in calce la firma di Emanuele Magnani, capogruppo dell'Idv, e Paolo Croci, capogruppo del partito Democratico.

Il documento "impegna la Presidente e l'Assessore competente della Provincia di Reggio Emilia a rispettare la volontà popolare, emersa dall’esito referendario, e proporre ogni possibile soluzione che elimini il costo dovuto al gestore per l'acquisizione delle risorse necessarie per l'attuazione dei piani di investimento (remunerazione del capitale investito), riducendo di conseguenza anche le tariffe; a proporre, attraverso il proprio rappresentante in sede ATO, l’attivazione di un percorso trasparente, aperto ad una rappresentanza del Comitato Acqua Bene Comune, nel quale avviare un confronto ed un approfondimento (anche alla presenza dell’Azienda affidataria del Servizio) in cui valutare la gestione del servizio in tutta la sua complessità, ed in particolare:

  1. i risultati di altre esperienze italiane ed europee che hanno compiuto scelte di ri-pubblicizzazione del servizio, anche attraverso l’ascolto dei rappresentanti delle amministrazioni coinvolte o di esperti individuati da ATO, dal Comitato Acqua Bene Comune o da IREN;
  2. i bilanci del servizio idrico integrato del nostro territorio, allo scopo di comprendere, alla luce dell’esito referendario, quali possano essere altre possibili soluzioni di finanziamento degli investimenti da porre in essere per la gestione del sistema idrico provinciale, coinvolgendo anche l’intera cittadinanza, in virtù dell’eliminazione, a seguito appunto delle ultime votazioni referendarie della remunerazione garantita del 7% sui capitali investiti;
  3. una proposta operativa sulla quale ATO, od altro soggetto subentrante, titolato a decidere, potrà deliberare un indirizzo in materia di tariffe e gestione del servizio.

 

Sullo stesso tema aveva presentato un ordine del giorno correlato anche il gruppo della Lega Nord, che non è passato.

 

Il dibattito

Il capogruppo dell'Idv Emanuele Magnani, nel presentare l'ordine del giorno, ha specificato che la richiesta che viene effettivamente portata avanti è quella di mettere in pratica il dato referendario.

Stefano Tombari, capogruppo della Lega Nord, e firmatario dell'altro documento in discussione, ha rimarcato "di aver raggiunto comunque il nostro obiettivo, cioè di farvi riscrivere un ordine del giorno assolutamente sgangherato. Ora avete fatto un documento in punta di penna, a tratti poco comprensibile, ma che comunque riprende il tema di rispettare l’esito di un referendum".

"A Reggio si sta lavorando su questo tema con grande attenzione - ha ribattutto Paolo Croci, capogruppo del Pd - Con il referendum si è sancito un concetto, non certo le modalità per arrivarci. Quindi l’acqua è un bene pubblico, ed è su questo che la cittadinanza si è espressa e che occorre tenere in considerazione nel percorso di lavoro che abbiamo avviato".

Rudi Baccarani, consigliere dell'Idv: "Il gruppo politico di Tombari (la Lega Nord) è saltato sul carro del referendum a votazione avvenuta. È comunque non si deve dimenticare che siamo di fronte a un tema molto complicato, ed è stato evidente che il capogruppo Tombari non era invece preparato a discuterlo".

"C'è grande incertezza normativa - ha spiegato l'assessore all'ambiente Mirko Tutino - perchè dopo il referendum il Governo Berlusconi ha emesso un decreto che ha in parte ribaltato gli effetti del voto. Gli unici incoerenti sul tema sono quindi gli esponenti del Governo e della ex maggioranza di centrodestra. Il tema della gestione del Servizio idrico va preso in una prospettiva storica di medio-lungo periodo e pertanto servono scelte che ci possano far evitare gli errori commessi da molte altre realtà, che si sono trovate espropriate di un bene primario come il governo delle risorse idriche.

Ad oggi abbiamo standard elevati di qualità dell'acqua e livelli bassi di dispersione  - ha proseguito l'assessore - questo grazie all'esperienza decennale del personale della nostra ex municipalizzata. Ora però siamo ad un bivio. Una volta scaduta l'attuale rapporto con IREN, se si dovesse andare ad una gara potrebbero arrivare grandi gruppi industriali esteri che laddove sono arrivati hanno portato un modello assai distante dal nostro, riducendo gli investimenti ed allontanando le decisioni.

Ad oggi possiamo contare su un piano di investimenti redatto nel 2008 (ancora ai tempi di Enia) su un'analisi tariffaria complessa realizzata dalla Regione con un metodo trasparente e reso pubblico con specifica deliberazione. Ciò che ci preoccupa è cosa può avvenire alla scadenza del piano 2008-2013. Se continueranno i processi di fusione non so che potere contrattuale avrà il sistema reggiano, perciò sia la gara sia l'eventuale allargamento della compagine di IREN nel campo del servizio idrico potrebbe rappresentare dei seri rischi.

Il documento del PD e dell'IDV - ha concluso - ha quindi il merito di sostenere un percorso aperto ai movimenti ed a tutti i portatori di interesse per verificare sino in fondo le possibili strade da intraprendere per garantire anche nel futuro un Servizio idrico di qualità".

Il capogruppo dell'Udc Mario Poli ha rilevato come "l’assessore ha spostato il tiro dalla remunerazione del capitale alla scelta della società che dovrà gestire l’acqua. Oggi abbiamo un Governo che ha la maggioranza con un programma di larghe privatizzazioni, e noi stiamo ancora discutendo di questo. La strada pubblico-privato diventa obbligata - ha aggiunto Poli - L’idea che il passaggio al privato sia portatore di rischi è un po’ vecchia, non è detto che sia sempre così. Difficile poter pensare di tornare "in house", con degli enti locali che sono grandemente indebitati. Mi paiono ragionamenti fuori contesto. La liberalizzazione è oggi invocata da tutti, e questo governo andrà in quella direzione".

Secondo Daniele Erbanni, consigliere del Pdl, il referendum ha posto un problema sul capitale: "Questo capitale serve per gli investimenti. Ho infatti apprezzato la relazione dell’assessore, perché davvero ora è difficile andare nella direzione indicata. Mi sento di dire che il referendum era giusto nello spirito quindi, ma difficile da realizzare. Noi crediamo si debba rispettare un referendum, ma ora c’è il problema del come fare".

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creato: lunedý 5 dicembre 2011
modificato: lunedý 5 dicembre 2011