Negozio in via dell'Abbadessa, dibattito in Consiglio

Il Consiglio provinciale, presieduto da Lanfranco Fradici, ha respinto con
19 voti contrari (Ds, Margherita, Verdi, Pdci, Rifondazione Comunista) un
ordine del giorno presentato dal capogruppo della Lega Nord per
l'Indipendenza della Padania Marco Lusetti, nel quale faceva riferimento
alla prevista apertura di un punto vendita in via dell'Abbadessa "in cui
sarà possibile acquistare prodotti derivati dalla canapa indiana, semi di
piante di marijuana ed oggettistica varia, tra cui diversi strumenti per
il consumo delle droghe leggere". Secondo Lusetti infatti "certe attività
commerciali, legate a particolarità sociali, possono creare paure, timori,
a volte anche infondate, ma sulle quali è necessario intervenire con
fermezza e durezza". Il leghista Lusetti chiedeva perciò di "verificare
se esistessero altri punti vendita sul territorio della provincia di
Reggio Emilia che commercializzassero questi prodotti e chiedere a chi di
competenza di effettuare controlli all’interno di questi negozi per
verificare se
dopo l’entrata in vigore del decreto che sancisce illegale la Salvia
Divinorum sia cessata la vendita di tale prodotto". Fra le altre cose, nel
documento si chiedeva anche al Consiglio se "non ritenesse necessario
sensibilizzare i rappresentanti del Partito di Rifondazione Comunista per
evitare che in futuro una forza politica sponsorizzi comportamenti che
mettono in pericolo la vita propria e quella degli altri".
Sulla questione è intervenuto il vicepresidente della Provincia, con
delega alle Attività produttive Pierluigi Saccardi, per cui "competenza
della Provincia è relativa osservanza aspetti formali. Questo negozio non
è ancora stato aperto, in ogni caso le comunicazioni di apertura, come
prevede la normativa, vengono inviate al Comune e così è stato fatto anche
in questo caso. Ad oggi comunque non sappiamo quale attività verrà
esercitata se non per quanto dichiarato, intervenire oggi facendo un
processo alle intenzioni, sarebbe alquanto soggettivo. Per il momento
dobbiamo attenerci alle dichiarazioni formali, e corrette, presentate al
Comune di Reggio". Saccardi ha poi continuato affermando che "non possiamo
definire aprioristicamente l'attività di questo negozio illegale e
istigante a commettere reati. Se nel corso del tempo si verificassero
queste circostanze, sarebbe comunque compito delle forze di polizia
intervenire, non certo della Provincia".
"Per poter aprire questo negozio si sarà già svolto un iter per cui è
evidente che non è al di fuori della legalità" ha commentato il
consigliere di Rifondazione Comunista Ruggero Manzotti. "Negozi di questo
tipo esistono ovunque in Europa - ha continuato Manzotti - e si tratta di
negozi assolutamente regolari. Peraltro, non dimentichiamo che la cannabis
è utilizzate anche per fare medicinali. Se si vuole discutere del problema
delle droghe, mi dispiace che venga posto in questi termini, tendendo a
creare per la città un problema che non esiste". Manzotti ha poi respinto
"le accuse a Rifondazione di essere il partito delle droghe. Ha solo una
visione opposta, forse più conciliante, a quella della Lega Nord".
"Alleanza Nazionale di solito non fa conciliazioni, tanto meno con la
droga" è intervenuto il capogruppo di An Leopoldo Barbieri Manodori. "La
distinzione fra droghe leggere e pensanti non esiste a livello scientifico
e da parte della Giunta, invece, mi aspettavo un atteggiamento politico
diverso". Secondo Manodori "si sarebbe dovuto prendere atto dell'allarme
sociale che l'insediamento di questo negozio crea in città". Inoltre, "la
vicinanza di questo negozio alla sede di Fiamma Tricolore è una cosa
insensata dal punto di vista dell'ordine pubblico". Manodori infine
chiede: "Non esiste una logica di prevenzione, dobbiamo aspettare che si
consumi un reato per intervenire?".
Problema quest'ultimo che "non sussiste - secondo il diessino Sereno Prodi
- in quanto Reggio ha sempre espresso il dissenso in modo democratico.
Credo che sia un allarmismo infondato, in quanto anche contro l'apertura a
suo tempo della sede di Fiamma Tricolore si è protestato pacificamente".
Prodi ha anche sottolineato: "E' ovvio che i negozi debbano vendere
prodotti legali, nel momento in cui rispondono a questo requisito, non
capisco perchè si dovrebbero censurare. Se vogliamo occuparci di droghe,
il piano della discussione deve essere un altro".
Per Stefano Tombari di Forza Italia "questo ordine del giorno chiede solo
di far rispettare le regole. La Salvia Divinorum è una sostanza
stupefacente dagli effetti devastanti, mi sembra quindi naturale non
auspicare che ci siano luoghi dove si veicola o promuove l'utilizzo di
questa sostanza. Se esiste una non chiarezza dal punto di vista normativa,
allora il mio invito rivolto al Governo è quello di legiferare in
materia".
"Le problematiche sollevate nel corso della discussione sono un po'
diverse da quelle contenute nel documento - ha commentato il capogruppo
dei Ds Giuseppe Catellani - non siamo esentati dall'avere massima
attenzione, come amministratori, verso alcune problematiche. Sicurezza e
mantenimento della legalità sono la bussola di qualsiasi nostra azione,
anche al di là delle competenze specifiche. Non siamo però d'accordo con
questo documento perchè contiene affermazioni non condivisibili. Siamo in
presenza di una legge vigente precisa, il dibattito sulle droghe è
sicuramente aperto, ma va oltre il documento che stiamo discutendo qui
oggi".
Scheda pratica per "Negozio in via dell'Abbadessa, dibattito in Consiglio"
Data comunicato11/09/2006
Proprietà dell'articolo
creato: lunedì 11 settembre 2006
modificato: mercoledì 22 novembre 2006