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"Se integrazione significa davvero diritti"

Con riferimento alle dichiarazioni di Driss Guessous, presidente del Centro islamico di Reggio Emilia, nelle quali chiede "più diritti e un maggiore coinvolgimento nella politica oltre all'insegnamento della lingua araba nelle scuole italiane", vorrei ricordare che prima dei diritti sono sempre venuti i doveri del cittadino.
"Doveri" che significano rispetto assoluto ed inderogabile della nostra Costituzione e delle nostre leggi insieme ovviamente al rispetto e all'osservanza della nostra cultura con tradizioni, usi e valori.
Soltanto questa imprescindibile osservanza porterà al riconoscimento dei diritti nei confronti di chi è ospite nelle nostre terre.
I diritti politici e della cittadinanza sopraggiungeranno invece quando l'integrazione sarà  reale, di qualità e non valutata temporalmente; penso a modelli di altri Paesi in cui chi desidera essere un nuovo e ben accetto concittadino deve giungere a conoscere alla perfezione la lingua, le leggi ed i costumi.
Per quanto poi riguarda l'insegnamento della lingua araba nelle scuole, ammetto di essere assolutamente contrario all'idea in quanto priorità dei figli di extracomunitari è l'apprendimento della loro nuova lingua insieme all'inglese, per ragioni evidenti che non sfuggono ai più.
L'integrazione di questi ragazzi è nella nostra società e non nella creazione di un'isola araba artificiale in un Paese straniero che, invece, deve diventare il loro.
Quando i cittadini italiani emigravano all'estero, in Belgio, Usa o Germania, mai hanno preteso che l'italiano venisse insegnato nelle scuole di quei Paesi; anzi, si sono adoperati per immergersi sempre più nella nuova realtà ospitante per meglio giungere a quel delicato risultato chiamato "integrazione". Basti pensare ai molti senatori, sindaci o governatori americani che portano un cognome italianissimo!
Questa è l'integrazione che desidero per il mio Paese e non quella che sta evolvendo nella mia città, covo di criminalità e paura, la quale genera naturalmente distacco e lontananza.

Claudio Guidetti
Presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia

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modificato: giovedì 29 marzo 2007