2013 – Il Piano Clima

L’adozione dei piani clima rientra tra le strategie che l’Unione Europea ha indicato agli Stati membri per contrastare i cambiamenti climatici dovuti al surriscaldamento terrestre.

Il calore irradiato dal sole viene in parte trattenuto nell’atmosfera terrestre ad opera di alcuni composti chimici detti “gas climalteranti”, responsabili dell’effetto serra. Uno dei principali composti è l’anidride carbonica (CO2).

La Convenzione Quadro sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite del 1992 indica che per “cambiamento climatico” si intende un cambiamento del clima che è attribuito direttamente o indirettamente all’attività umana che altera la composizione dell’atmosfera globalmente e che si aggiunge alla variabilità naturale del clima, su un paragonabile periodo di tempo.

I cambiamenti climatici producono l’estremizzazione dei fenomeni naturali come ad esempio le ondate di calore, la perdurante mancanza di piogge, oppure le precipitazioni estreme e le grosse piene nei corsi d’acqua, causando quindi importanti effetti sull’uomo e anche sugli habitat naturali e sull’ambiente.

Il Piano Clima elaborato dalla Provincia di Reggio Emilia ha preso in considerazione l’inventario delle emissioni della regione Emilia Romagna nell’anno 2007, che è stato riportato alla scala del territorio provinciale.

Nel Piano sono state computate le emissioni di gas climalteranti (anidride carbonica, metano, protossido di azoto) espressi in termini di CO2 equivalente, cioè dei vari gas climalteranti ritrasformati tutti in CO2, che avvengono sul territorio provinciale, suddivise per settori (produzione locale di energia, residenziale e terziario, industria, trasporti, rifiuti, agricoltura/zootecnia) e sono stati valutati gli assorbimenti di CO2 da parte della vegetazione.

Il Piano Clima, in continuità con le politiche europee ed internazionali, individua per il 2020 due strategie con cui occorre agire per poter contrastare i cambiamenti climatici: la strategia di mitigazione e la strategia di adattamento.  La mitigazione avviene con l’attuazione delle azioni con cui si riducono le emissioni di gas climalteranti e al contempo si aumentano gli assorbimenti di CO2 incrementando la vegetazione.  Le strategie di adattamento sono quelle che invece contrastano gli effetti dei cambiamenti climatici e che si rivolgono quindi al governo del territorio, con la prevenzione e protezione dai rischi idraulici ed idrogeologici, alla tutela quali-quantitativa delle risorse idriche, alla biodiversità ed alle azioni contenute nella pianificazione e programmazione della Provincia e degli altri Enti.

I documenti del Piano Clima sono stati approvati con Delibera di Giunta provinciale n. 72 del 28/03/2013.

Nel mese di Maggio si sono svolti specifici incontri per effettuare approfondimenti con i Comuni del territorio provinciale e i portatori di interesse (stakeholders) condividendo obiettivi e azioni:

– lunedì 13 Maggio 2013: Comuni – Enti pubblici

– mercoledì 22 Maggio 2013: Associazioni e portatori di interesse.

Aggiornamento – Novembre 2013:

Si è proceduto ad aggiornamenti ed affinamenti del Piano Clima consistenti in:

– rimodulazione dell’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra relativamente al potenziale di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, a seguito delle ulteriori analisi condotte per il Piano Energetico Provinciale;

– aggiornamento del “contesto di riferimento” (cap. 6), a seguito della consultazione pubblica avviata a settembre 2013 dal Governo statale sulla Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNA). La strategia si prefigge di ridurre al minimo i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, per proteggere la salute ed il benessere e i beni della popolazione e preservare il patrimonio naturale, nonché mantenere o migliorare la capacità di adattamento dei sistemi naturali, sociali ed economici, evidenziando le opportunità che si potranno presentare dall’attuazione delle azioni. Nello specifico viene fornito un quadro di riferimento per l’adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici e si pone le basi per un processo collettivo finalizzato a: migliorare le conoscenze; descrivere le opportunità associate; promuovere la partecipazione ed aumentare la consapevolezza; supportare la sensibilizzazione e l’informazione; identificare le migliori opzioni per le azioni di adattamento; coordinare e definire le responsabilità per elaborare ed attuare le misure.

Documenti di piano:

Presentazioni:

La sperimentazione regionale: il gruppo di lavoro per i Piani Clima locali (Patrizia Bianconi – Servizio Valutazione impatto e promozione sostenibilità ambientale, Regione Emilia-Romagna)

Il Piano Clima del Comune di Reggio Emilia (Laura Montanari – Dirigente Politiche La città sostenibile, Comune di Reggio Emilia)

Inquadramento climatico generale e locale. L’inventario regionale INEMAR delle emissioni (Carlo Cacciamani – Direttore Servizio Idro-Meteo-Clima, ARPA Emilia Romagna)

Inquadramento climatico generale e locale. L’inventario regionale INEMAR delle emissioni (Marco Deserti – Responsabile CTR Qualità dell’Aria – Servizio Idro-Meteo-Clima, ARPA Emilia Romagna)

L’inventario delle emissioni a scala provinciale (Raffaele Scagliosi – U.O. Qualità dell’aria, Servizio Pianificazione Territoriale Ambiente e Politiche culturali, Provincia di Reggio Emilia)

I potenziali energetici (Beatrice Cattini – U.O. VIA e Politiche Energetiche, Servizio Pianificazione territoriale Ambiente e Politiche culturali, Provincia di Reggio Emilia)

Piano Clima provinciale: obiettivi e strategie (Anna Campeol – Dirigente Servizio Pianificazione territoriale Ambiente e Politiche culturali, Provincia di Reggio Emilia)

Le azioni ed il monitoraggio (Francesca Inverardi – Responsabile U.O. Qualità dell’aria, Servizio Pianificazione territoriale Ambiente e Politiche culturali, Provincia di Reggio Emilia)

 
 


          
Pubblicato: 10 Marzo 2014Ultima modifica: 01 Aprile 2020