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Sisma, 168 aziende chiedono ammortizzatori sociali

Il vicepresidente Saccardi ha fatto il punto della situazione nel reggiano con le parti sociali

Ad oggi sono 168 le aziende reggiane che hanno presentato domanda di accesso agli ammortizzatori sociali per fermo produttivo causato dal sisma del maggio scorso. I lavoratori coinvolti sono 3618.

Il dato è emerso nel corso dell'incontro del tavolo tecnico che si è riunito nei giorni scorsi in Provincia dove, insieme alle parti sociali, è stato fatto il punto della situazione.

“Nell’ambito degli accordi sottoscritti dalla Provincia di Reggio Emilia, dalla Regione Emilia-Romagna, dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali, nell’ambito del tavolo tecnico provinciale, sono stati attivati diversi ammortizzatori sociali, in base alle tipologie aziendali, con procedure semplificate per più di 160 aziende del territorio reggiano e più di 3.600 lavoratori. I siti produttivi nel territorio reggiano di aziende coinvolte dal sisma sono 216", fa sapere il vicepresidente Pierluigi Saccardi.

“I nostri uffici - prosegue - stanno ricevendo ulteriori comunicazioni di utilizzo di ammortizzatori sociali. Questi strumenti si dimostrano indispensabili al fine di salvaguardare le aziende che stanno attraversando un momento difficile a causa dei danni del sisma e, nello stesso tempo, per dare un importante aiuto ai lavoratori sospesi attraverso un significativo sostegno al loro reddito”.

“Inoltre – continua Saccardi – 108 aziende su 168 hanno richiesto ammortizzatori in deroga. Solo con questo strumento si possono sostenere le piccole aziende per le quali l’ammortizzatore gestito dalla regione Emilia-Romagna risulta fondamentale per riuscire a sopravvivere”.

“L’impegno della Provincia di Reggio Emilia - conclude Saccardi - insieme alla Regione, con la quale si sta lavorando insieme e in forte sintonia, è in questo momento rivolto a sostenere le popolazioni colpite dal terremoto per un aiuto concreto alle aziende e ai lavoratori affinché possano ripartire le attività, per riattivare l’economia locale e superare l’emergenza che ancora sta mettendo a dura prova i territori e i cittadini della bassa reggiana”.

 

 

 

 

 

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modificato: martedý 11 settembre 2012