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Rifiuti, Tutino: Parma stia tranquilla e prenda esempio da noi

L'assessore all'Ambiente: non Ŕ nostra abitudine spostare i problemi sui vicini, come loro hanno fatto in passato

Di seguito un intervento dell’assessore provinciale all’Ambiente, Mirko Tutino, in risposta ad una lettera inviata dall’avvocato Rutigliano per l’associazione Millecolori di Parma, già pubblicata da alcuni organi di informazione.

 

Non è la prima volta che le scelte del territorio reggiano vengono utilizzate per aprire polemiche nel dibattito politico sull'inceneritore di Parma e, come in altre occasioni, veniamo citati senza troppo rispetto. Il rispetto che sarebbe dovuto ad un "vicino di casa" che per 15 anni si è occupato della risoluzione del problema rifiuti di Parma. Mentre a Parma si discuteva, infatti, gli impianti reggiani hanno evitato l'emergenza rifiuti alla città ducale.

Nel momento in cui a Reggio Emilia abbiamo dovuto ripensare il sistema di raccolta e trattamento dei rifiuti, tuttavia, non abbiamo fatto valere questo dato e non abbiamo proposto nessun utilizzo del nuovo inceneritore di Parma (o di Modena) per lo smaltimento dei rifiuti reggiani. Prima di passare le competenze alla Regione abbiamo pianificato lo sviluppo di un servizio di raccolta capace di raggiungere e superare il 70% di differenziata, riducendo sotto le 100 mila tonnellate annue il rifiuto residuo da trattare con il meccanico-biologico (Tmb). Non ci siamo accontentati di un Tmb ordinario (che avrebbe prodotto combustibile da rifiuti per inceneritori) ma abbiamo coinvolto competenze di rilievo nazionale ed internazionale che ci hanno consentito di migliorare l'impianto e renderlo una vera e propria "Fabbrica dei materiali" che non necessita di un inceneritore. Stiamo concludendo la progettazione definitiva dell'impianto e, in accordo con il gestore, daremo seguito alle scelte compiute. 

In questi tre anni in provincia di Reggio si il porta a porta ha raggiunto 100 mila nuovi cittadini ed in queste realtà si è passati da oltre 200 kg/abitante di rifiuti indifferenziati a quantità comprese tra i 70 ed i 110 kg. 

Questi fatti trovano conferma anche negli atti approvati dalla Provincia e dai Comuni reggiani. A giugno scorso, per esempio, Provincia e Comune di Reggio Emilia hanno inviato alla Regione le proprie osservazioni al documento preliminare del Piano regionale rifiuti chiedendo - nel rispetto delle normative europee - di estendere il porta a porta a tutte le aree urbane e di pianura entro il 2020 (come stiamo facendo a Reggio) e di inserire un pre-trattamento di qualità in tutta la regione. In questo modo sarà possibile chiudere le discariche ed avviare un piano per la graduale disattivazione degli 8 inceneritori presenti in Emilia-Romagna.

Non è nostra abitudine "spostare i problemi" sui vicini, i commentatori parmigiani possono pertanto stare tranquilli…  

 

Mirko Tutino
Assessore all'Ambiente  della Provincia di Reggio Emilia

ProprietÓ dell'articolo
modificato: lunedý 16 settembre 2013