8 marzo, la Provincia di Reggio Emilia rinnova l’impegno per le pari opportunità

Dalla rete territoriale delle Consigliere di parità al Premio Federica Menabue dedicato alle scuole, iniziative e strumenti per promuovere una cultura del rispetto e contrastare le discriminazioni. In occasione della Giornata internazionale della donna, la Provincia richiama il proprio impegno sul fronte delle pari opportunità e sottolinea il valore dei presìdi territoriali nella tutela dei diritti e nella promozione dell’uguaglianza.

L’8 marzo rappresenta una giornata simbolica a livello internazionale per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche delle donne e, allo stesso tempo, per riflettere sulle disuguaglianze ancora presenti nella società e nel mondo del lavoro.

Il ruolo della Provincia

In questo quadro, anche la Provincia di Reggio Emilia svolge un ruolo attivo attraverso azioni di coordinamento con enti locali, associazioni, scuole e realtà del terzo settore, promuovendo politiche capaci di contrastare le discriminazioni, sostenere l’autonomia femminile e diffondere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza.

La delega alle pari opportunità, affidata alla consigliera provinciale Claudia Martinelli, si traduce in un lavoro quotidiano che riguarda sia l’azione interna dell’ente sia il rapporto con il territorio: dalla promozione di progetti educativi nelle scuole al sostegno alle reti che operano sul contrasto alla violenza di genere, fino all’attenzione alla parità nelle politiche pubbliche e nelle opportunità di lavoro.

La consigliera di parità

Accanto all’azione politica e progettuale della Provincia opera la Consigliera di Parità provinciale, Francesca Bonomo, figura prevista dal Codice delle pari opportunità (d.lgs. 198/2006) e nominata dal Ministero del Lavoro con il compito di promuovere e vigilare sull’applicazione dei principi di uguaglianza e non discriminazione tra donne e uomini nel lavoro.

Il suo ufficio ha sede presso la Provincia di Reggio Emilia, in corso Garibaldi 59, e rappresenta un punto di riferimento gratuito per lavoratrici e lavoratori che ritengono di aver subito discriminazioni legate al genere, ad esempio nell’accesso al lavoro, nella carriera, nella retribuzione, nella maternità o in situazioni di molestie e disparità di trattamento. La Consigliera può promuovere percorsi di conciliazione con i datori di lavoro e, nei casi più complessi, sostenere anche azioni giudiziarie per far accertare e rimuovere le discriminazioni. La sua attività si svolge in collaborazione con istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali e realtà del territorio.

Nelle ultime settimane il ruolo delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità è tornato al centro del dibattito istituzionale nazionale. Un decreto legislativo attualmente all’esame del Parlamento prevede infatti, a partire dal 2027, la possibile istituzione di un organismo nazionale unico per la parità, che andrebbe a sostituire l’attuale rete territoriale delle consigliere presenti a livello regionale e provinciale. La proposta ha aperto un confronto tra istituzioni nazionali, Regioni ed enti locali anche in relazione al valore dei presìdi di prossimità che oggi operano nei territori per intercettare e affrontare i casi di discriminazione nel lavoro. In attesa della conclusione dell’iter parlamentare, le consigliere di parità territoriali continuano a operare regolarmente con le funzioni previste dalla normativa vigente.

«Le Consigliere di Parità – dichiarano congiuntamente il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni e la consigliera delegata alle Pari opportunità Claudia Martinelli – rappresentano nei territori un presidio concreto di tutela contro le discriminazioni nel lavoro e uno strumento di prossimità fondamentale per tante donne che affrontano situazioni come disparità salariali, difficoltà legate alla maternità o episodi di molestie e discriminazione.

Per questo guardiamo con preoccupazione alla proposta di superare la rete territoriale delle consigliere di parità per sostituirla con un organismo unico nazionale. La lotta alle discriminazioni e la promozione delle pari opportunità funzionano quando sono vicine alle persone e radicate nelle comunità.

Riteniamo che questi presìdi debbano essere rafforzati e non indeboliti. La Consigliera di Parità è una figura di garanzia, un ponte tra istituzioni, lavoratrici, lavoratori, imprese e sindacati, che negli anni ha contribuito concretamente a far emergere e rimuovere situazioni di ingiustizia nei luoghi di lavoro.

Per questo auspichiamo che il confronto istituzionale avviato su questo tema porti a una revisione della proposta, valorizzando il ruolo delle consigliere di parità e delle reti territoriali che rappresentano un elemento essenziale delle politiche per l’uguaglianza e la tutela dei diritti».

Per appuntamenti o informazioni è possibile contattare l’ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Reggio Emilia:

Francesca Bonomo – Consigliera di Parità
telefono 0522 444809 / 0522 444846
e-mail consiglierapari@provincia.re.it

Il Premio Federica Menabue

Per la Provincia di Reggio Emilia il lavoro sulle pari opportunità significa anche investire sulle nuove generazioni, promuovendo nelle scuole percorsi educativi sulla cultura del rispetto e sulla prevenzione della violenza di genere.

Proprio in questi giorni si avvicina infatti la scadenza del Premio di studio “Federica Menabue”, promosso dalla Provincia insieme alla famiglia Menabue–Serri e all’associazione Nondasola. Il concorso è rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia e invita a riflettere su temi come la cultura del rispetto nelle relazioni tra i generi, il contrasto alla violenza maschile sulle donne e il ruolo delle figure femminili nella storia della letteratura.

La partecipazione al premio – che prevede una sezione scritta e una sezione creativa multimediale – è aperta fino alle ore 13 di lunedì 9 marzo 2026.

«Il Premio Federica Menabue è un esempio concreto di come istituzioni e cittadini possano fare squadra e costruire insieme una comunità educante anche su temi importanti come la parità di genere – dichiara il presidente della Provincia Giorgio Zanni –. Quando Federico Serri, il marito di Federica, è venuto in Provincia per spiegarci la sua idea – racconta Zanni – ci ha chiesto una cosa semplice ma molto potente: trasformare un ricordo personale in qualcosa di utile per la comunità.

Da quel confronto è nato il Premio Federica Menabue. Ci è sembrato subito il modo più giusto per dare continuità ai valori che Federica ha portato nella scuola, con la sua attività di insegnante, e nella società: la cultura, il rispetto, l’attenzione alle differenze e alla dignità delle persone. Coinvolgere le ragazze e i ragazzi delle scuole su questi temi significa trasformare la memoria in un’azione viva, capace di parlare alle nuove generazioni. È così che le idee continuano a camminare nel tempo.

L’8 marzo ci ricorda proprio questo: che i diritti e le pari opportunità non sono mai conquiste definitive, ma un percorso che va alimentato ogni giorno attraverso l’educazione, la cultura e l’impegno delle istituzioni e della società. Iniziative come questa aiutano a tenere viva questa responsabilità collettiva, partendo proprio dalle nuove generazioni».

La dichiarazione di Claudia Martinelli in occasione dell’8 marzo

«L’8 marzo non deve rimanere solo una data sul calendario, ma un momento di bilancio collettivo – sottolinea la consigliera provinciale delegata alle Pari opportunità Claudia Martinelli –. Oggi celebriamo le conquiste delle donne che ci hanno preceduto, ma lo facciamo con lo sguardo rivolto alle sfide che ancora rendono il percorso verso la piena parità un cammino in salita. Come amministrazione provinciale, il nostro impegno si concentra ogni giorno sulla rimozione di quegli ostacoli invisibili ma tenaci che limitano l’autodeterminazione femminile: dal gender pay gap, alla difficoltà di conciliare tempi di vita e lavoro, fino alla necessità di superare stereotipi culturali che continuano ad alimentare discriminazioni e violenze».

Martinelli richiama anche il contesto europeo e le nuove norme sulla trasparenza salariale che entreranno progressivamente in vigore nei prossimi anni: «Il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale, che tra il 2026 e il 2027 cambierà il mercato del lavoro italiano, rappresenta una svolta importante. L’obbligo per le aziende di indicare la retribuzione negli annunci e il divieto di chiedere lo storico salariale ai colloqui sono strumenti concreti per ridurre le disuguaglianze e spostare finalmente l’attenzione sul valore delle competenze».

«Reggio Emilia vanta una lunga tradizione di welfare e di attenzione ai diritti – conclude Martinelli – ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Il nostro compito, come istituzioni, è continuare a rafforzare le reti territoriali, sostenere i centri antiviolenza, promuovere l’imprenditoria femminile e diffondere una cultura del rispetto fin dalle scuole. L’uguaglianza è un muscolo che va allenato ogni giorno con scelte politiche coraggiose e gesti quotidiani di consapevolezza».

Pubblicato: 08 Marzo 2026Ultima modifica: 24 Marzo 2026