Scuole, sicurezza e benessere: il territorio punta su prevenzione, prossimità ed educativa di strada

Conferenza dei servizi scolastici e Tavolo di concertazione riuniti in assemblea unificata per condividere una posizione comune. Presentati gli esiti del progetto Streetin Makallè, annunciato il potenziamento della sperimentazione e il raccordo con il progetto PREGIO. Approvate all’unanimità cinque linee di indirizzo per proseguire il lavoro. Bedogni: “La sicurezza si costruisce ogni giorno, con una solida rete istituzionale, presenza, ascolto, presidio degli spazi e continuità”.

Prevenzione, continuità, prossimità educativa e lavoro di rete. Sono queste le parole al centro della posizione condivisa emersa dall’assemblea unificata della Conferenza dei servizi scolastici e del Tavolo di concertazione, convocata dalla Provincia di Reggio Emilia per affrontare il tema della sicurezza, del benessere e della prevenzione nei contesti scolastici.

L’incontro, che si è svolto venerdì 17 luglio 2026 nella Sala del Consiglio provinciale, ha riunito rappresentanti della comunità scolastica, istituzioni, parti sociali e soggetti educativi con un obiettivo comune: mettere a fuoco le trasformazioni che attraversano oggi il mondo giovanile e scolastico, evitando letture semplificate o esclusivamente emergenziali, e rafforzare un modello di intervento fondato su presenza educativa, ascolto e corresponsabilità.

Il quadro dei fenomeni e l’esperienza del Makallè

Ad aprire il confronto è stato l’intervento dell’Osservatorio provinciale giovani di Unimore, che ha offerto un inquadramento sui fenomeni giovanili e sulle dinamiche che possono attraversare gli spazi scolastici e informali frequentati da ragazze e ragazzi. Una lettura utile a superare narrazioni generiche o allarmistiche e a riportare il tema della sicurezza dentro una cornice educativa, sociale e territoriale.

Al centro della mattinata è stata poi presentata la restituzione del progetto Streetin Makallè, promosso dalla Provincia di Reggio Emilia e realizzato dalla cooperativa Papa Giovanni XXIII nel polo scolastico di via Makallè, che comprende gli istituti Pascal, Canossa e Nobili. Il progetto, nato da un bisogno emerso nel corso del 2025 dagli stessi istituti, si è sviluppato lungo l’intero anno scolastico 2025-2026 attraverso una presenza educativa regolare, continuativa e riconoscibile negli spazi quotidiani della vita scolastica: piazza, aree esterne, ingressi, corridoi e luoghi di passaggio.

Il valore del progetto è stato quello di rafforzare la comunità scolastica attraverso una presenza capace di ascoltare, intercettare bisogni, accompagnare fragilità, favorire mediazioni e costruire relazioni di fiducia, in raccordo costante con dirigenti, docenti, personale scolastico e soggetti del territorio. In questa prospettiva, la sicurezza viene letta come parte di un lavoro più ampio sul benessere, sulla qualità della vita scolastica, sulla cultura della legalità e sulla prevenzione.

I numeri del progetto e la voce della comunità scolastica

Nel corso dell’anno scolastico sono stati realizzati 115 interventi di educativa di polo, dal 15 settembre 2025 al 5 giugno 2026, con una media di circa 55 studenti intercettati ogni giorno. La presenza educativa si è concentrata soprattutto nei momenti più sensibili della giornata scolastica (ingresso, intervallo, uscita e pausa pranzo) permettendo di osservare il clima del polo, intercettare situazioni di fragilità, sostenere processi di autoregolazione tra pari e facilitare il raccordo con docenti, vicepresidenze, dirigenze e personale scolastico.

Accanto alla presenza quotidiana negli spazi del polo, Streetin Makallè ha sviluppato anche un percorso di peer education sul benessere scolastico, dal titolo “La scuola che vorrei – voci tra pari”. Il percorso si è articolato in 8 incontri pomeridiani, tra novembre 2025 e maggio 2026, coinvolgendo complessivamente 31 studenti e studentesse dei tre istituti. Dal lavoro dei peer educator sono nati una mappa dei miglioramenti desiderati negli spazi del polo e due questionari anonimi, uno rivolto agli studenti e uno ai docenti, dedicati alla relazione studenti-docenti.

I questionari, compilati su base volontaria e anonima, hanno raccolto 829 risposte da parte degli studenti e 120 risposte da parte dei docenti. Non si tratta di un’indagine pensata per costruire classifiche tra scuole, ma di uno strumento di ascolto e lettura del contesto, utile a individuare bisogni, criticità percepite e possibili piste di lavoro.

Dalle risposte emerge una domanda molto chiara: ragazze e ragazzi collegano il benessere scolastico alla possibilità di sentirsi ascoltati, riconosciuti e trattati con rispetto ed equità, anche oltre il rendimento. Gli elementi più associati a un rapporto positivo tra studenti e docenti sono infatti il rispetto, la dimensione umana e relazionale, l’ascolto delle difficoltà e la disponibilità al dialogo. Dal lato dei docenti emerge invece una forte consapevolezza del valore educativo della relazione, insieme alla richiesta di maggiori spazi di confronto tra colleghi, sostegno organizzativo e strumenti condivisi per affrontare la complessità quotidiana delle classi.

Alcune foto scattate durante il progetto

La scelta del territorio: esserci prima

“La sicurezza non si costruisce solo quando emerge un problema, ma ogni giorno, a partire da una solida rete istituzionale, attraverso investimenti costanti sulla presenza, l’ascolto, il presidio degli spazi, le relazioni e la continuità – sottolinea la vicepresidente della Provincia con delega alla Scuola, Francesca Bedogni –. La scuola è un luogo di apprendimento, ma è anche un contesto di vita. Per questo è importante leggere ciò che accade nei corridoi, negli spazi esterni, negli intervalli, nei momenti informali: lì spesso emergono bisogni, fragilità e tensioni che non sempre arrivano nei canali più formali. Streetin Makallè ci consegna un modello prezioso, perché dimostra il valore di una presenza stabile, riconoscibile e non giudicante, capace di essere ponte tra studenti, adulti e istituzioni scolastiche.

Il tema non è contrapporre sicurezza e benessere, regole e relazione – prosegue Bedogni –. Al contrario, una scuola più sicura è una scuola in cui ragazze e ragazzi si sentono parte di una comunità, in cui gli adulti non sono lasciati soli e in cui le difficoltà vengono intercettate prima che diventino emergenza. La prevenzione nasce dalla capacità di lavorare insieme: Provincia, scuole, famiglie, operatori educativi, parti sociali e territorio. È questa la linea che oggi condividiamo e che vogliamo rafforzare”.

“Ad anno scolastico concluso è importante fermarsi per rendere conto di un lavoro che spesso non si vede, ma che è tra i più importanti che l’Amministrazione porta avanti: l’attenzione nei confronti delle giovani generazioni attraverso l’impegno dell’educativa territoriale – dichiara Marwa Mahmoud, assessora del Comune di Reggio Emilia alle Politiche educative –. Dall’estate 2024 il Comune, attraverso i servizi Officina Educativa e Cura delle persone, ha messo in campo un sistema strutturato di educativa di strada che mette in dialogo i soggetti coinvolti e abbraccia i progetti attivi su tutto il territorio.

Il metodo è una scelta di campo: andare fisicamente dove le ragazze e i ragazzi stanno davvero, nei parchi, alle fermate, nei piazzali e nei cortili che scelgono come propri spazi, da Baragalla a Massenzatico, dalla stazione al Villaggio Stranieri. È questa la nostra idea di prevenzione: non attendere che qualcosa vada storto, ma esserci prima, con la pazienza di chi costruisce fiducia e prossimità. Gli adolescenti chiedono di essere ascoltati: il nostro compito, come istituzioni e come comunità educante, è farlo concretamente”.

“L’esperienza presentata oggi conferma che il benessere e la sicurezza nelle scuole richiedono alleanze stabili, continuità e capacità di leggere precocemente i bisogni – dichiara Daniele Cottafavi, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Reggio Emilia –. Le istituzioni scolastiche affrontano ogni giorno situazioni complesse e devono poter contare su una rete capace di affiancarle, mettendo in dialogo competenze educative, sociali e territoriali.

Progetti come Streetin Makallè sono importanti perché aiutano a intercettare anche ciò che fatica a emergere nei contesti più formali e rafforzano il raccordo tra studenti, dirigenti, docenti, personale scolastico, famiglie e servizi. La scuola non può essere lasciata sola: servono spazi di confronto, strumenti adeguati e interventi continuativi, costruiti insieme e capaci di accompagnare ragazze e ragazzi nelle diverse fasi del loro percorso. Le linee condivise oggi rappresentano una base concreta per proseguire questo lavoro con una regia comune e uno sguardo sempre più attento alla prevenzione”.

Dalla sperimentazione a una strategia condivisa

L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per annunciare il potenziamento e l’ampliamento della sperimentazione. A partire dall’esperienza maturata nel polo di via Makallè, la Provincia intende consolidare il modello dell’educativa di prossimità e favorirne l’estensione, in raccordo con le scuole, l’Ufficio scolastico territoriale, il Comune di Reggio Emilia, i soggetti educativi e le parti sociali.

In questa prospettiva si inserisce anche la ripresa, da settembre, delle attività di PREGIO – Parma (e) Reggio Emilia Giovani, progetto nato dall’avviso nazionale “ProvinceXGiovani”, promosso e finanziato da UPI, l’Unione delle Province d’Italia. Coordinato dalla Provincia di Parma, con la Provincia di Reggio Emilia e UPI Emilia-Romagna tra i partner, il progetto mette in rete esperienze e competenze dei due territori per prevenire e contrastare il disagio giovanile, promuovendo benessere psicofisico, partecipazione, cittadinanza attiva e protagonismo delle ragazze e dei ragazzi.

Nel corso della discussione è stata condivisa una posizione comune: affrontare il tema della sicurezza scolastica investendo su continuità educativa, prossimità, ascolto, cura degli spazi, partecipazione studentesca e lavoro di rete. Una scelta che non nega la complessità dei problemi, ma rifiuta di ridurli a una sola dimensione, riconoscendo che le situazioni più delicate si prevengono e si gestiscono meglio quando la scuola non è lasciata sola e quando il territorio sa costruire attorno alle ragazze e ai ragazzi una comunità adulta presente, competente e responsabile.

Il lavoro svolto con Streetin Makallè e il rilancio di PREGIO indicano la stessa direzione: passare da interventi episodici a una strategia educativa stabile, condivisa e capace di accompagnare le scuole nel tempo.

Cinque linee di indirizzo per proseguire il lavoro

Al termine dell’assemblea, la Conferenza dei servizi scolastici e il Tavolo di concertazione hanno approvato all’unanimità cinque linee di indirizzo, che costituiscono la base condivisa sulla quale proseguire il lavoro:

  1. valorizzare l’Osservatorio provinciale sull’adolescenza e i giovani come punto di riferimento scientifico per la lettura dei fenomeni adolescenziali e giovanili, con particolare attenzione al disagio e alle forme di aggregazione;
  2. rafforzare la sperimentazione e l’innovazione educativa, sostenendo interventi capaci di costruire infrastrutture relazionali solide, fondate su presidio, partecipazione e continuità;
  3. estendere la progettazione condivisa alle scuole secondarie di primo grado, per intervenire già nelle fasi iniziali dell’adolescenza e costruire una maggiore continuità tra i diversi cicli scolastici;
  4. consolidare alleanze territoriali ampie, valorizzando la disponibilità delle parti sociali e rafforzando il coinvolgimento delle famiglie nei percorsi educativi;
  5. approfondire le esperienze di digital youth work, valutando lo sviluppo di interventi e il coinvolgimento di figure educative capaci di operare anche negli spazi digitali frequentati quotidianamente da ragazze e ragazzi.

Le cinque linee approvate affidano alla comunità scolastica e territoriale un impegno comune: dare continuità al confronto, tradurre le indicazioni emerse in progettazioni concrete e costruire una rete educativa capace di accompagnare ragazze e ragazzi dentro e fuori dalla scuola, nei luoghi fisici e negli ambienti digitali che abitano ogni giorno.

La Provincia di Reggio Emilia conferma così il proprio ruolo di coordinamento e accompagnamento delle scuole superiori del territorio, nella convinzione che sicurezza degli edifici, qualità degli ambienti, benessere relazionale e cultura della legalità siano dimensioni diverse di una stessa responsabilità pubblica: costruire scuole più sicure perché più abitate, più ascoltate e più capaci di prendersi cura delle persone che le vivono ogni giorno.

Pubblicato: 20 Luglio 2026Ultima modifica: 31 Agosto 2026