Palazzo Magnani si prepara a riaprire le proprie porte. Dopo mesi di lavori, gli spazi interni dello storico edificio di corso Garibaldi, patrimonio pubblico di proprietà della Provincia di Reggio Emilia, sono stati completamente rinnovati e sono ora interessati dall’allestimento della mostra che a novembre accompagnerà il ritorno del Palazzo restaurato alla città.
All’esterno sono invece in corso le ultime lavorazioni sul balconcino e sulla facciata, dove il restauro ha riservato anche importanti scoperte sulla storia dell’edificio e ne sta restituendo l’originario carattere ottocentesco.

È il punto di arrivo di un intervento che ha messo insieme 977.105,16 euro di investimenti e un percorso condiviso tra Provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna e Fondazione Palazzo Magnani, con l’obiettivo di intervenire non soltanto sulla conservazione e sulla bellezza di questo edificio storico, ma sulla sua capacità di continuare a essere uno dei principali luoghi della cultura del territorio.
Nel complesso, la Provincia di Reggio Emilia ha investito 327.105,16 euro sull’intervento: 180.000 euro per il restauro, la messa in sicurezza e la riqualificazione funzionale degli spazi interni e 147.105,16 euro per il restauro della facciata e del balconcino storico.

Per gli spazi interni il quadro economico totale, aggiornato al mese di settembre, è di 830.000 euro: 394.455,50 euro provengono da un contributo della Regione Emilia-Romagna ottenuto attraverso il bando della legge regionale 7/2020, 180.000 euro sono stati stanziati dalla Provincia di Reggio Emilia e 255.544,50 euro sono stati finanziati attraverso un mutuo della Fondazione Palazzo Magnani.
Sul piano tecnico, il percorso è stato seguito dalla struttura della Provincia sotto la responsabilità del dirigente ingegner Azzio Gatti. Ilaria Martini è RUP dell’intervento sugli spazi interni; per il restauro della facciata il ruolo di RUP è stato svolto dall’architetto Raffaele Aliperti fino al mese di agosto e successivamente dall’architetta Giorgia Lombardini, che ha seguito anche la progettazione e la direzione dei lavori dell’intervento sulla facciata.
GLI INTERNI: UN PALAZZO PIÙ FLESSIBILE, ACCESSIBILE E APERTO
L’intervento sugli interni non è stato un semplice rinnovamento estetico, ma ha riguardato anche l’adeguamento degli impianti elettrico, meccanico e antincendio. Sono stati inoltre ripensati l’organizzazione e il funzionamento delle sale introducendo soluzioni capaci di adattare il Palazzo alle esigenze di progetti espositivi anche molto diversi tra loro.

La progettazione e la direzione dei lavori dell’intervento di restauro, messa in sicurezza e riqualificazione funzionale della sede espositiva sono state curate dallo studio Mattia Parmiggiani Architects di Modena, con l’architetto Mattia Parmiggiani, e dall’ingegner Luca Forti dello studio INGS Progetti di Reggio Emilia.
Le nuove superfici e i pannelli destinati agli allestimenti consentiranno di modificare colori, percorsi e configurazioni senza intervenire sulle murature storiche. Al piano superiore il sistema di illuminazione è completamente modulabile, con luci dimmerabili e adattabili alle necessità delle singole esposizioni.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’accessibilità e al superamento delle barriere architettoniche, lavorando nel rispetto della natura storica dell’edificio e in raccordo con la Soprintendenza.

Cambia anche il rapporto tra Palazzo Magnani e chi lo attraverserà. Al piano terra gli ambienti sono stati ripensati con una vocazione più aperta e accogliente: l’ingresso diventa maggiormente permeabile alla città e alcuni ambienti, come la biglietteria e il bookshop, sono stati rinnovati. Vengono inoltre introdotti una sala lounge, dove fermarsi, leggere e consultare i cataloghi, e un laboratorio dedicato alla didattica e alle scuole di ogni ordine e grado.
Il risultato è un Palazzo pensato non soltanto per ospitare esposizioni, ma per essere vissuto più a lungo e da tutti i pubblici.
GLI ESTERNI: IL RESTAURO RISCOPRE IL VOLTO STORICO DI PALAZZO MAGNANI
Parallelamente alla riqualificazione degli interni, la Provincia di Reggio Emilia ha promosso un articolato intervento di restauro della facciata su corso Garibaldi, progettato e diretto dall’architetta Giorgia Lombardini, della Provincia di Reggio Emilia. Nato inizialmente per la messa in sicurezza e il consolidamento del balconcino, il cantiere è stato successivamente esteso all’intera superficie della facciata.
Ed è proprio durante le indagini preliminari che il cantiere ha permesso di scrivere una pagina nuova nella conoscenza del Palazzo.
Le analisi stratigrafiche sulle superfici intonacate hanno infatti dimostrato che la colorazione giallo-ocra a cui i reggiani erano ormai abituati era il risultato di manutenzioni effettuate nella seconda metà del Novecento. Sotto quelle sovrapposizioni è riemersa la finitura storica risalente alla metà dell’Ottocento, epoca in cui la facciata del palazzo, di origine cinquecentesca, fu restaurata nelle forme neoclassiche che ancora oggi la caratterizzano: una tonachina a base di cocciopesto lavorata “a fresco”, di una luminosa tonalità rosso mattone, sofisticata soluzione tecnica della tradizione padana la cui presenza trova conferma anche nelle fotografie storiche.

Sulla base di questa scoperta, l’intervento non si è limitato a una tinteggiatura, ma ha riproposto la tradizionale finitura a base di cocciopesto stesa “a fresco”, recuperando materiali e tecniche tradizionali con l’obiettivo di restituire non semplicemente una cromia, ma l’armonioso equilibrio originario tra l’intonaco di fondo, le modanature, i bugnati e gli elementi decorativi classici.
Il restauro ha permesso inoltre di riportare pienamente alla lettura il fregio in cotto collocato sotto il cornicione di gronda che, insieme alla statua angolare del Giano bifronte, rappresenta la testimonianza figurativa originale più antica del Palazzo. La rimozione delle ridipinture ha fatto riemergere un raffinato repertorio rinascimentale di figure della mitologia classica, tra cui il dio Pan, ninfe e grifoni, alternati a motivi floreali e simboli legati alla natura e all’abbondanza.
Sono infine in fase di ultimazione le lavorazioni sul balconcino sopra il portale monumentale. Le superfici storiche sono state pulite, consolidate e protette, mentre le porzioni non più recuperabili vengono integrate attraverso nuovi elementi in marmo scolpiti appositamente a mano, nel rispetto delle forme, dei materiali e delle tecniche costruttive originarie.
L’importo conclusivo dei lavori realizzati sulla facciata e sul balconcino ammonta a 147.105,16 euro.
«Oggi possiamo finalmente vedere il risultato concreto di un percorso nel quale la Provincia ha creduto e investito, partendo da una convinzione: prendersi cura della cultura significa prendersi cura, investire ed innovare anche i luoghi pubblici nei quali la cultura prende forma – dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni –. Palazzo Magnani è patrimonio prezioso della Provincia e dell’intera comunità reggiana.

Abbiamo lavorato affinché l’intero Palazzo divenisse un luogo ancora più fruito, bello ed accessibile a tutti, ancor più funzionale, ancora più aperto e capace di accompagnare le ambizioni culturali e sociali di tutto il nostro territorio.
Questo importante intervento vuole valorizzare ed essere strumento ulteriore a disposizione della Fondazione Palazzo Magnani, affinché possa proseguire con ancora più forza il lavoro e le esperienze culturali che hanno eco e riconoscimento ben oltre i confini della città e della nostra provincia.
Alla Fondazione va quindi il nostro ringraziamento per il contributo sociale e culturale che continua a offrire alla comunità reggiana e per la capacità di costruire proposte, relazioni e occasioni culturali per ogni fascia di età e pubblico.
Il lavoro sulla facciata ci consegna oggi anche qualcosa che all’inizio non potevamo nemmeno prevedere: la riscoperta di una storia, di un volto e di dettagli inediti che il tempo aveva nascosto e che abbiamo voluto riscoprire, rivalorizzare e restituire, in tutta la sua bellezza, all’intera comunità reggiana.
È un bellissimo modo per riaprire le porte di Palazzo Magnani alla città e al territorio: rinnovato nelle sue funzioni e, allo stesso tempo, ancora più consapevole della propria identità storica.
Abbiamo voluto investire su un bene pubblico affinché questi possa continuare a generare conoscenza e relazioni, bellezza e opportunità per tutta la comunità reggiana».
«La riapertura di Palazzo Magnani rappresenta per la Fondazione molto più del ritorno nella propria sede storica – dichiara il presidente della Fondazione Palazzo Magnani Maurizio Corradini –. Questi nuovi spazi ci permettono di guardare al futuro con strumenti e possibilità che prima non avevamo: maggiore flessibilità espositiva, nuovi ambienti per il pubblico e per la didattica, tecnologie capaci di accompagnare progetti sempre più articolati. È un investimento che rafforza le condizioni per continuare a costruire a Reggio Emilia una proposta culturale capace di dialogare con il territorio e, allo stesso tempo, di confrontarsi con il panorama nazionale e internazionale. La collaborazione con la Provincia e con gli altri soggetti che hanno reso possibile questo percorso è stata decisiva. Ora il modo migliore per dare senso a questo lavoro è tornare a riempire il Palazzo di opere, persone, idee e occasioni di incontro».
Il nuovo corso di Palazzo Magnani si aprirà con “Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij”. La mostra, curata da Roberto Cresti, Emilio Ferrario e Valentina Parisi, sarà aperta al pubblico da sabato 14 novembre fino al 14 marzo 2027, inaugurando negli spazi rinnovati una nuova stagione per uno dei principali luoghi della cultura reggiana.