
Il 4 novembre celebriamo la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ricordando l’entrata in vigore dell’Armistizio di Villa Giusti che, nel 1918, pose fine alla Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano e segnò il compimento del processo di unificazione nazionale con l’annessione di Trento e Trieste.
Il 4 novembre è anche giornata dedicata alla memoria e gratitudine verso tutti i Caduti, momento in cui rendere omaggio a tutte le donne e gli uomini in uniforme, che operano quotidianamente al servizio della collettività e della Repubblica.
In questa giornata il nostro primo pensiero non può che andare inevitabilmente ai quattro militari italiani che pochi giorni fa hanno perso la vita nel tragico incidente di elicottero in Bosnia-Erzegovina, durante la missione “EUFOR Althea”: i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, dell’Aviazione dell’Esercito, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
Alle loro famiglie, ai loro colleghi e ai feriti va il più sincero e sentito cordoglio di tutta la comunità reggiana.

Sono anche episodi tragici come questo, purtroppo, a ricordarci il valore delle donne e degli uomini impegnati in servizio nelle missioni fuori dal nostro Paese e, allo stesso tempo, anche degli importanti compiti loro affidati sul nostro territorio.
A tal proposito, consentitemi di ringraziare, anche in questa circostanza, i ragazzi e le ragazze dell’Esercito Italiano impegnati a Reggio Emilia, e in tante altre stazioni e luoghi complessi delle nostre città lungo tutta la Penisola, per il contributo al presidio e alla sicurezza delle nostre comunità.
Poche settimane fa – lo scorso 16 ottobre – abbiamo inaugurato la nuova caserma dei Carabinieri di Albinea, intitolata al brigadiere capo Pasquale Iscaro, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, caduto a Luzzara il 28 luglio 1998 durante un conflitto a fuoco con i rapinatori che stava inseguendo.
La presenza della sua famiglia in quella giornata ha fortemente rinnovato un patto tra istituzioni e territorio, che trova ogni giorno compimento nel lavoro e nella capillare presenza delle Caserme dei Carabinieri in tutto il nostro territorio provinciale.
Un luogo pubblico, un presidio di sicurezza e di legalità, ma anche un punto divenuto nel tempo un riferimento sociale, un luogo ulteriore di ascolto e di attenzione anche verso le fragilità dei nostri concittadini e delle nostre comunità.
Al colonnello Pasquale Sasso Iovene e a tutti i Carabinieri, il mio personale ringraziamento, quello di tutta la comunità reggiana e dei sindaci reggiani, per il prezioso lavoro e la piena e proficua collaborazione dal crinale al Po.
In un’occasione importante come questa, mi sia consentito di proseguire oltre i corpi delle Forze Armate, per ringraziare anche le altre Forze dell’Ordine che concorrono alla sicurezza, alla legalità e al quotidiano presidio del nostro territorio attraverso il costante coordinamento di S.E. il Prefetto Salvatore Angieri all’interno del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
In queste ultime settimane, ci sono state immagini che hanno colpito molti di noi.
Tra queste c’è sicuramente quella del volto insanguinato di Angelo De Simone, primo dirigente della Polizia di Stato a Milano, colpito alla testa da un sampietrino durante gli scontri in piazza Duomo, lo scorso 17 ottobre, e rimasto al proprio posto a terminare il proprio servizio all’ordine pubblico.
Un’immagine che ci ricorda che dietro ogni uniforme ci sono persone: donne e uomini al servizio dello Stato italiano, e al servizio di tutti i cittadini del nostro Paese.
Voglio ringraziare dunque il Questore Carmine Soriente e tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato per l’impegno che anche a Reggio Emilia assicurano ogni giorno su numerosi fronti, con capacità, professionalità ed equilibrio.
Un equilibrio che spesso manca alla nostra società (e purtroppo anche alla politica), e che troppo spesso si arrende alla polarizzazione delle idee, se non peggio, alla logica delle contrapposte tifoserie, sorde alle istanze di chi sta di fronte, qualunque sia il punto da cui si osserva.
Una perdita di equilibrio che spesso si traduce nell’incapacità di riconoscere le giuste ragioni anche tra schieramenti opposti, nell’incapacità di condannare e isolare gli estremismi e i violenti: per ascoltare meglio – da un lato – e per farsi ascoltare meglio, dall’altro, tutelando così, insieme, la voce di chi manifesta la legittima necessità di esprimere correttamente le proprie idee, le proprie preoccupazioni, il proprio malessere.
Preoccupazioni e istanze che devono poter trovare spazio e ascolto, tutela e persino protezione dallo Stato stesso, chiamato a dare loro risposta proprio attraverso le Istituzioni che, ad ogni livello e in ogni ruolo, lo incarnano e lo rappresentano.
Alcune settimane fa ho ricevuto una telefonata dal Colonnello Umberto Maria Palma, che saluto e ringrazio.
Una telefonata, come sempre cordiale, in cui mi ha raccontato le storie di Biagio Cavandoli e Pietro Mura, due militari della Guardia di Finanza deceduti il 29 novembre 1982 e riconosciuti dallo Stato quali “Vittime del dovere”.
Il prossimo 1° dicembre ci ritroveremo a Gualtieri, alla rotatoria tra le strade provinciali 62R e 63R, nel luogo in cui i due finanzieri persero la vita in servizio, e dove collocheremo un cippo commemorativo alla memoria di Biagio e Pietro.
Una richiesta che come Provincia di Reggio Emilia, insieme al comune di Gualtieri, abbiamo accolto con convinzione, perché è anche attraverso luoghi e gesti simbolici come questo che continuiamo insieme a tener viva la memoria di chi ha perso la vita in servizio, continuando anche a coltivare una sana cultura dello Stato.
Nel loro ricordo voglio ringraziare oggi anche tutte le donne e gli uomini della Guardia di Finanza. Un lavoro oggi sempre più articolato e complesso, dove infiltrazioni, reati economici e finanziari utilizzano schemi, tecnologie e strumenti informatici che sempre più necessitano di una preparazione specifica e di alto livello.
A giusto un mese dal 4 dicembre, giorno di Santa Barbara, patrona dei Vigili del Fuoco, un saluto e un ringraziamento anche alle donne e agli uomini dei Vigili del Fuoco e alla comandante provinciale Ing. Maria Elena Cilli.
Un ringraziamento, infine, anche alle donne e agli uomini delle 8 Polizie locali del capoluogo e delle nostre Unioni dei Comuni così come alla Polizia locale della Provincia di Reggio Emilia.
Presìdi di prossimità e punti di riferimento per le nostre comunità, professionisti e persone impegnate quotidianamente con le altre Forze Militari e dell’Ordine per garantire sicurezza, legalità e tutela del nostro territorio.
A tutte e a tutti, il nostro più sentito ringraziamento!
Buon 4 novembre!
W Reggio Emilia!
W l’Italia!