Con l’avvio del nuovo anno scolastico, la Provincia di Reggio Emilia conferma il proprio sostegno ad “A Scuola di Outdoor in Provincia di Reggio Emilia”, il progetto realizzato con G.A.S.T. Impresa Sociale e rivolto agli studenti degli istituti secondari di secondo grado del territorio. Dopo i risultati raggiunti nel 2025/2026, il progetto sarà finanziato dalla Provincia anche per l’anno scolastico 2026/2027.

L’iniziativa propone attività sportive e outdoor accessibili, nelle quali gli studenti con disabilità partecipano insieme ai propri compagni e agli insegnanti. L’obiettivo è favorire l’inclusione scolastica e sociale attraverso esperienze capaci di rafforzare le autonomie, la fiducia nelle proprie possibilità, la collaborazione e il senso di appartenenza al gruppo.
L’edizione 2025/2026 ha registrato una crescita significativa. Gli studenti con disabilità coinvolti sono passati da 11 a 22, raddoppiando rispetto all’anno precedente. Gli istituti aderenti sono aumentati da quattro a cinque, mentre i compagni di classe partecipanti sono passati da 22 a 33.
Nel complesso sono state realizzate 158 ore di attività, rispetto alle 148 dell’anno precedente: 102 ore dedicate al ciclismo, 42 allo sci alpino e 14 al trekking. In primavera si sono svolte 34 mattine in bicicletta, alle quali si sono aggiunte due giornate sulla neve a Folgaria-Passo Coe e due escursioni sui sentieri dell’Appennino reggiano.

Le attività ciclistiche hanno previsto l’utilizzo di biciclette tradizionali e di mezzi adattati, tra cui tandem, handbike e tricicli, per consentire a ciascuno di partecipare secondo le proprie possibilità e sviluppare autonomia e sicurezza. All’Istituto tecnico “Luigi Einaudi” di Correggio il percorso è stato arricchito anche da approfondimenti teorici e pratici sulla fisica della pedalata, sul calcolo della velocità media e sulla meccanica della bicicletta.
Durante le giornate sulla neve, gli studenti hanno potuto avvicinarsi allo sci alpino con il supporto di istruttori qualificati e attrezzature specifiche. Le attività di trekking hanno invece valorizzato i sentieri dell’Appennino reggiano, anche attraverso l’impiego di ausili per persone con mobilità ridotta e l’accompagnamento di guide ambientali.
Le relazioni conclusive degli istituti evidenziano ricadute positive non soltanto sul piano motorio, ma anche nelle relazioni tra gli studenti, nella partecipazione alle attività scolastiche e nel benessere personale. Il coinvolgimento dei compagni di classe rappresenta uno degli elementi centrali del progetto: l’esperienza outdoor diventa così uno spazio educativo condiviso, nel quale ciascuno può contribuire e mettersi alla prova.
«Questo progetto mostra concretamente cosa significa costruire una scuola inclusiva: non proporre esperienze separate, ma offrire a ragazze e ragazzi occasioni reali per stare insieme, scoprire nuove possibilità e crescere come gruppo – dichiara Francesca Bedogni, vicepresidente della Provincia con delega alla Scuola –. I risultati dell’ultimo anno, con il raddoppio degli studenti con disabilità coinvolti e una partecipazione sempre più ampia dei loro compagni, ci hanno convinto a confermare il sostegno della Provincia anche per il 2026/2027. Vogliamo dare continuità a esperienze capaci di mettere in rete scuole, famiglie, associazioni e territorio, perché l’inclusione si costruisce attraverso opportunità concrete, accessibili e condivise».
«Questo è un progetto a cui noi di G.A.S.T. teniamo moltissimo – dichiara Giacomo Cibelli, presidente di G.A.S.T. Impresa Sociale – perché ci permette di portare all’interno delle scuole della provincia di Reggio Emilia attività che svolgiamo con continuità, offrendo ai ragazzi esperienze formative e sportive che, per alcuni di loro, potrebbero altrimenti non essere accessibili. Lo sport e le attività outdoor richiedono un grande impegno da parte di tutti: operatori, insegnanti, personale educativo e studenti. Fare un passo oltre la propria zona di comfort non è sempre semplice, ma proprio per questo queste esperienze permettono ai ragazzi di superare le proprie paure, acquisire fiducia in sé stessi, rafforzare l’autostima e dimostrare, prima di tutto a sé stessi, di essere capaci».

«Un aspetto assolutamente importante è quello relazionale – prosegue Cibelli –. Vivere un’esperienza nella natura, affrontando insieme sfide e obiettivi comuni, permette al gruppo di costruire legami più solidi e autentici, promuovendo inclusione, partecipazione e sostegno reciproco. Sono esperienze che lasciano un segno e contribuiscono alla crescita personale di ciascun partecipante. Desideriamo ringraziare la Provincia di Reggio Emilia per aver creduto in questo progetto e per averlo sostenuto integralmente, insieme agli altri partner, e naturalmente gli istituti scolastici, gli insegnanti, il personale educativo e gli studenti che hanno reso possibile questa esperienza. Siamo pronti a proseguire anche nel nuovo anno scolastico, con l’auspicio di coinvolgere un numero ancora maggiore di istituti e ampliare ulteriormente le opportunità offerte dal progetto».
La collaborazione tra scuole, istituzioni e Terzo settore ha permesso di costruire una rete educativa capace di utilizzare il territorio, dalla pianura all’Appennino, come risorsa per l’inclusione e la crescita delle ragazze e dei ragazzi.
Per il 2026/2027, oltre alla prosecuzione delle attività già sperimentate, G.A.S.T. ha indicato tra le possibili prospettive anche l’introduzione di un percorso dedicato all’atletica leggera. Modalità, attività e istituti coinvolti saranno definiti nell’ambito della nuova programmazione.