Aggressione a un controllore sul bus a Scandiano: la Provincia “La sicurezza si costruisce con un lavoro stabile tra scuola, educativa e forze dell’ordine”

Un episodio grave di violenza su un mezzo pubblico in fascia scolastica riporta al centro il tema del disagio giovanile e della sicurezza. La Provincia: “Serve un approccio integrato, a Reggio abbiamo già avviato una sperimentazione che tiene insieme educativa, psicologia scolastica e presidio degli spazi”. Solidarietà al lavoratore aggredito e richiamo alla tutela del personale TPL.

L’aggressione subita nei giorni scorsi da un controllore a bordo di un autobus nei pressi dell’Istituto Gobetti di Scandiano è un fatto grave che colpisce un lavoratore mentre svolge un servizio pubblico essenziale e richiama l’attenzione di tutta la comunità sul tema della violenza e del disagio giovanile.

La Provincia di Reggio Emilia esprime piena solidarietà al lavoratore aggredito e, insieme a questa, ribadisce la necessità di affrontare il tema con un’impostazione strutturale e non emergenziale: i fenomeni di conflittualità, fragilità e aggressività tra adolescenti e giovani non nascono oggi e richiedono strumenti capaci di agire sulle cause, sui contesti e sugli spazi in cui si formano relazioni e dinamiche di gruppo.

Proprio per questo, da oltre un anno, sul territorio reggiano è stato avviato un percorso sperimentale già operativo e funzionante, in particolare al polo scolastico di via Makallè, che mette al centro la costruzione di un sistema integrato: una rete tra istituzioni, scuola, educativa di prossimità, figure educative e – quando necessario – presidi e collaborazione con le forze dell’ordine. Una sperimentazione avviata e finanziata prima degli episodi di cronaca di questi giorni, che sta producendo riscontri molto positivi, come emerge anche dalle relazioni degli educatori che operano quotidianamente in una delle aree della provincia con la più alta concentrazione di studenti.

Secondo i riscontri raccolti, il lavoro avviato ha migliorato il clima, rafforzato le relazioni e aumentato la capacità di intercettare precocemente situazioni di disagio e rischio. Alla luce anche di quanto accaduto a Scandiano, questo percorso conferma la bontà dell’impostazione scelta e rafforza la volontà della Provincia di estendere progressivamente il modello ad altri poli scolastici e distretti del territorio.

Nel concreto, il progetto si caratterizza per alcune azioni qualificanti: una presenza educativa costante negli spazi interni ed esterni del polo scolastico, capace di intercettare dinamiche informali e situazioni di fragilità; il coinvolgimento diretto degli adulti di riferimento della comunità scolastica, dagli insegnanti al personale amministrativo, tecnico e ausiliario, per costruire una responsabilità condivisa sugli spazi e sul clima educativo; e un percorso strutturato di peer education, che vede un gruppo di studenti delle diverse scuole del polo assumere un ruolo attivo nella promozione del benessere scolastico e nella cura delle relazioni tra pari. Elementi che rendono l’intervento non episodico, ma radicato nella quotidianità della vita scolastica.

All’interno di questo percorso, la Provincia di Reggio Emilia ha concordato con i partner educativi, a partire dalla Cooperativa Papa Giovanni XXIII, anche una fase di restituzione e comunicazione pubblica delle attività e dei risultati del progetto. A partire dal mese di febbraio, sui canali di comunicazione della Provincia verranno raccontati il lavoro svolto, le azioni messe in campo e le esperienze maturate, nel rispetto dei contesti educativi e delle relazioni costruite con studenti e comunità scolastiche.

«Non c’è un’emergenza “nuova” – dichiara Francesca Bedogni, Vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia con delega a Scuola e Formazione –. C’è un fenomeno complesso che chi lavora nella scuola e con i giovani conosce da tempo. Per questo, insieme ai dirigenti scolastici e ai partner educativi, abbiamo avviato una sperimentazione che integra educativa di strada, prevenzione, benessere scolastico e tutela degli spazi. È un percorso che sta andando avanti con serietà e che verrà restituito alla comunità scolastica al termine dell’anno, valutando con le scuole come estenderlo anche ad altri distretti che vivono le stesse fatiche».

Accanto al tema del disagio giovanile, l’aggressione di Scandiano richiama anche un altro punto non rinviabile: la sicurezza di chi lavora nel trasporto pubblico locale, che deve essere garantita lungo l’intera tratta, da capolinea a capolinea, e non solo in prossimità delle scuole. Su questo fronte la Provincia ricorda l’impegno già assunto negli anni scorsi, quando – durante la pandemia – ha finanziato l’installazione dei sistemi di videosorveglianza sull’intera flotta del trasporto pubblico provinciale, uno strumento che oggi si conferma utile anche per la prevenzione e l’accertamento di episodi di violenza. Le richieste che arrivano da tempo dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali meritano un confronto serio, stabile e operativo tra istituzioni competenti, azienda e forze dell’ordine.

«La Provincia – conclude Bedogni – continuerà a fare la propria parte per costruire soluzioni profonde: educazione, prevenzione e responsabilità sono la base. E quando emergono criticità di sicurezza, la risposta deve essere coordinata, proporzionata e integrata, senza scorciatoie. Sui temi della legalità e della sicurezza in ambito educativo, le istituzioni dialogano e devono restare unite».

Pubblicato: 06 Febbraio 2026Ultima modifica: 05 Febbraio 2026