Da Samir a Leo e Oki: la storia dell’unità cinofila della Polizia Locale Provinciale

Dai primi progetti sperimentali per la ricerca di persone disperse alla collaborazione con le forze dell’ordine: il percorso della Polizia Locale Provinciale di Reggio Emilia nell’impiego delle unità cinofile. Un’esperienza oggi valorizzata anche nel nuovo Nucleo Cinofilo Provinciale.

C’è anche una storia lunga, fatta di addestramento, competenze e lavoro sul campo, alla base del nuovo Nucleo Cinofilo Provinciale istituito alla fine dello scorso mese di maggio per mettere in rete le unità cinofile già attive sul territorio reggiano.

Samir, il primo dei cani che hanno servito l'Unità Cinofila Provinciale
Samir, il primo dei cani che hanno servito l’Unità Cinofila Provinciale

È la storia dell’unità cinofila della Polizia Locale Provinciale di Reggio Emilia, che negli anni ha sviluppato un’esperienza specifica e riconosciuta, oggi messa a disposizione del territorio e delle forze dell’ordine nell’ambito delle attività di prevenzione, controllo e supporto operativo.

«Questa storia dimostra che il Nucleo Cinofilo Provinciale non nasce dal nulla, ma è il punto di arrivo di un percorso che parte da lontano – dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni –. La Polizia Locale Provinciale, così come le Polizie Locali della Bassa reggiana e dell’Appennino, hanno costruito negli anni competenze, esperienze e professionalità che oggi trovano una sintesi in uno strumento condiviso a servizio di tutto il territorio.

Il compito della politica e delle istituzioni è anche questo: saper leggere ciò che il territorio ha già prodotto, riconoscere le energie migliori, cogliere le occasioni e metterle a sistema. Come Provincia abbiamo provato a fare esattamente questo: unire esperienze diverse, raccogliere disponibilità nate dal territorio e trasformarle in un progetto comune.

Il Nucleo Cinofilo Provinciale è quindi un esempio concreto di gioco di squadra istituzionale: competenze maturate nel tempo che diventano una risorsa condivisa per i Comuni reggiani e a supporto delle forze dell’ordine statali. È così che la Provincia può svolgere pienamente il proprio ruolo di casa dei Comuni: aiutandoli a fare rete e a costruire insieme risposte più forti per la sicurezza delle comunità».

Il primo cane della Polizia Locale Provinciale è stato Samir, un pastore tedesco entrato in servizio nell’ambito di un progetto sperimentale sviluppato con l’Università di Pisa. In una prima fase Samir era stato preparato per la ricerca di persone disperse in ambito di protezione civile, con il supporto formativo della dottoressa Loretta Boni, medico veterinario e libera professionista di Castelnovo ne’ Monti. Nel corso degli anni, l’attività dell’unità cinofila si è poi ampliata anche al contesto di polizia giudiziaria, compresa la ricerca di sostanze stupefacenti.

Samir e l'Assistente Scelto Stefano Rossi durante un intervento
Samir e l’assistente scelto Stefano Rossi durante un intervento

Terminati gli anni operativi di Samir, il testimone è passato a Leone, detto Leo, un labrador oggi in servizio nella Polizia Locale Provinciale. Leo ha 7 anni ed è entrato nell’organico quando era ancora piccolissimo, a circa tre mesi. Oggi rappresenta una delle unità operative a disposizione per le attività richieste dai comandi dell’Arma dei Carabinieri, dalla Questura e dalle altre forze di polizia, quando emerge la necessità di un supporto cinofilo specializzato.

L'assistente scelto Stefano Rossi assieme a Leone, detto Leo.
L’assistente scelto Stefano Rossi assieme a Leone, detto Leo.

Accanto a Leo, da circa due anni è entrato nell’organico anche Oki, un esemplare di Malinois, pastore belga, che rappresenta una seconda unità cinofila e consente di rafforzare e alternare le disponibilità operative.

Oki
Oki

A raccontare la storia dell’unità cinofila della Provincia è l’assistente scelto Stefano Rossi, in servizio nella Polizia Locale Provinciale da 16 anni, dopo un percorso complessivo di 37 anni all’interno dell’ente Provincia. Prima di entrare nella Polizia Locale Provinciale, Rossi ha lavorato nel settore della manutenzione strade, maturando una conoscenza approfondita del territorio che si è rivelata preziosa anche nell’attività operativa successiva.

L'assistente scelto Stefano Rossi
L’assistente scelto Stefano Rossi

Nel corso degli anni ha sviluppato una solida esperienza nel lavoro con i cani, seguendo direttamente le fasi di addestramento e operatività delle unità e contribuendo alla crescita di un servizio che oggi rappresenta una risorsa riconosciuta a livello territoriale. La sua competenza e la disponibilità a mettersi in gioco hanno permesso di consolidare un percorso che unisce professionalità, passione e collaborazione con le altre forze di polizia.

Il comandante della Polizia Locale Provinciale sottolinea il valore di questo percorso: «La Polizia Locale Provinciale ha sviluppato negli anni una competenza specialistica nell’ambito cinofilo della ricerca di sostanze stupefacenti, mettendola progressivamente a disposizione del territorio e delle altre forze di polizia. È un’esperienza nata inizialmente nell’ambito della protezione civile, a supporto delle attività di ricerca di persone disperse, e poi progressivamente sviluppata anche nel campo della polizia giudiziaria.

Questa evoluzione è stata possibile grazie ad alcune caratteristiche proprie della Polizia Locale Provinciale: la competenza estesa all’intero territorio provinciale, la possibilità di muoversi oltre i confini comunali, mezzi di servizio tradizionalmente fuoristrada e quindi idonei ad essere attrezzati per il trasporto dei cani. Soprattutto, però, c’era la presenza del nostro operatore cinofilo, l’assistente scelto Stefano Rossi, che aveva già esperienza e una grande disponibilità a mettersi in gioco.

Si è così costruito nel tempo un rapporto consolidato tra la Polizia Locale Provinciale e le altre forze di polizia del territorio: in particolare i Carabinieri, che operano su tutta la provincia, ma anche la Polizia di Stato nel capoluogo, la Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale e le altre Polizie Locali. Il valore di questa esperienza sta proprio nella possibilità di mettere a disposizione una competenza specialistica, attivabile in tempi brevi, quando emerge una specifica esigenza operativa.

Per la Polizia Locale Provinciale è un motivo di orgoglio poter contribuire, con le proprie professionalità, al lavoro comune per la sicurezza dei cittadini, il presidio del territorio e il rispetto della legalità. La collaborazione con le altre forze di polizia rafforza il coordinamento operativo e consente di mettere a sistema competenze diverse al servizio della sicurezza del territorio».

Questa esperienza si inserisce ora nel percorso più ampio del Nucleo Cinofilo Provinciale, nato per valorizzare e mettere in rete competenze già presenti tra Polizia Locale Provinciale, Polizie Locali della Bassa reggiana e dell’Appennino reggiano. L’obiettivo è rendere queste risorse disponibili in modo coordinato, a supporto dei Comuni reggiani e delle forze dell’ordine statali, rafforzando il presidio del territorio e la sicurezza delle comunità.

Pubblicato: 27 Giugno 2026Ultima modifica: 29 Giugno 2026