Scuole e cambiamenti climatici, avviato il percorso condiviso tra Provincia, istituzioni scolastiche e parti sociali

Entro fine anno una ricognizione puntuale delle necessità per individuare priorità e fabbisogni economici. Dal confronto emerge anche l’urgenza di risorse nazionali stabili per proseguire gli investimenti, dopo gli importanti interventi del PNRR, con una nuova programmazione strutturale sull’edilizia scolastica

La Provincia di Reggio Emilia ha avviato un percorso condiviso sul benessere climatico negli edifici scolastici, con l’obiettivo di arrivare entro fine anno a una ricognizione puntuale delle esigenze, alla definizione delle priorità e alla quantificazione dei fabbisogni economici.

Il tema è stato affrontato giovedì 1° ottobre prima nella Conferenza dei servizi scolastici, con dirigenti scolastici, Comuni e Ufficio scolastico, e successivamente nel Tavolo di concertazione con CGIL, CISL, CNA e Confindustria. Un confronto nel quale istituzioni, organizzazioni sindacali e rappresentanze economiche hanno portato contributi e valutazioni sulla proposta operativa, condividendo la necessità di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli edifici scolastici attraverso una programmazione strutturale e non emergenziale.

Una necessità resa ancora più evidente dal fatto che la vita delle scuole non termina con la conclusione delle lezioni a giugno: laboratori, esami, attività rivolte agli studenti, servizi amministrativi, pulizie e riassetti continuano a coinvolgere utenti e lavoratori anche nei mesi estivi, quando le temperature possono raggiungere i livelli più critici.

Il metodo condiviso dal Tavolo

La ricognizione analizzerà quindi non soltanto le caratteristiche dei singoli edifici, ma anche gli spazi e le modalità con cui vengono effettivamente utilizzati, compresi laboratori e ambienti destinati alle diverse attività scolastiche. Non esiste infatti una risposta unica: accanto alla climatizzazione, dove necessaria, potranno essere valutati interventi di schermatura e ventilazione, isolamento, cura e incremento del verde e altre soluzioni capaci di migliorare il comfort climatico contenendo consumi e impatto ambientale. L’obiettivo è arrivare a un quadro edificio per edificio, individuando priorità, sostenibilità e costi puntuali degli interventi.

La Provincia svolgerà anche un ruolo di coordinamento territoriale tra Comuni, scuole, Ufficio scolastico, organizzazioni sindacali e rappresentanze economiche. Dal confronto è emersa inoltre la necessità di risorse nazionali stabili, continuative e non emergenziali, che consentano di proseguire il percorso di investimenti reso possibile negli ultimi anni dal PNRR e di finanziare una nuova fase di riqualificazione dell’edilizia scolastica.

I numeri: dal territorio al quadro nazionale

A dare la misura della complessità economica sono i numeri: la Provincia gestisce 64 edifici scolastici per complessivi 210.635 metri quadrati di superficie e ha già elaborato una prima stima di circa 70 milioni di euro per una climatizzazione integrale del patrimonio scolastico provinciale, al netto degli edifici più recenti già adeguati. Si tratta di un ordine di grandezza costruito sulla base dei costi disponibili al momento della prima valutazione e che la ricognizione permetterà ora di aggiornare, tenendo conto dell’evoluzione dei prezzi, delle caratteristiche di ciascun edificio e delle soluzioni tecniche effettivamente necessarie. Proprio per questo la climatizzazione non viene considerata come unica risposta possibile.

Il problema ha una dimensione nazionale: nel settembre 2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato 20 milioni di euro per il raffrescamento e il miglioramento del comfort microclimatico, ammettendo al finanziamento 6.342 istituzioni scolastiche statali, con 3.153,57 euro assegnati a ciascuna. Un ordine di grandezza che rafforza la richiesta emersa dal confronto di risorse strutturali e di una programmazione pluriennale.

Le voci del Tavolo

«Il valore del confronto avviato è aver condiviso un metodo: partire dalle esigenze reali delle singole scuole, senza immaginare una risposta uguale per tutti», sottolinea la vicepresidente della Provincia con delega alla Scuola Francesca Bedogni. «Dobbiamo costruire un programma realistico, capace di indirizzare le risorse dove possono produrre il maggiore beneficio per studenti e personale scolastico. Il PNRR ci ha consentito investimenti importanti, a partire dalla sicurezza degli edifici. Ora anche l’adattamento ai cambiamenti climatici deve entrare stabilmente nella programmazione dell’edilizia scolastica, con risorse nazionali adeguate e una prospettiva che vada oltre la singola emergenza. I 20 milioni messi oggi a disposizione dal Ministero per l’intero territorio nazionale rappresentano una prima misura, ma la dimensione del patrimonio scolastico e degli interventi necessari richiede evidentemente strumenti finanziari ben più strutturali e proporzionati ai fabbisogni degli enti proprietari».

«Cisl Scuola a Reggio ha posto con forza e da tempo il tema di una mappatura e di un piano di interventi condivisi per risolvere i problemi climatici negli edifici scolastici. Avevamo chiesto l’intervento della Provincia, valutiamo positivamente l’avvio del confronto e prendiamo atto dell’impegno a completare la ricognizione delle criticità entro tre mesi», commenta il segretario generale aggiunto Ciro Fiore. «Un termine che chiediamo sia rispettato per analizzare quanto prima i dati e far decollare gli interventi più urgenti. Sappiamo che servono risorse importanti e proprio per questo occorre una risposta di sistema, un metodo di lavoro che ci fa piacere sia stato accolto e condiviso, unendo in questa battaglia non solo le istituzioni (Comuni, Provincia, Regione), ma anche il tessuto economico del territorio. Quindi, la parola ora è: agire. Per garantire ambienti adeguati agli studenti e a chi nella scuola lavora. Non possiamo più intervenire solo quando il problema diventa emergenza e la scuola non può continuare a rincorrere le stagioni».

«Una riflessione coordinata sull’emergenza climatica costituisce oggi una necessità non più prorogabile. Oltre alle attività scolastiche tradizionali, come esami, pulizie e riassetti estivi da parte del personale collaboratore scolastico, e ai servizi amministrativi, sempre più oggi abbiamo a che fare con una scuola impegnata ad accogliere attività per gli alunni per tutto il periodo estivo. Le difficoltà vissute questa estate dai lavoratori e dagli studenti costituiscono un segno d’allarme serio, che va affrontato in modo responsabile. Abbiamo per questo apprezzato e sosteniamo la proposta operativa della Provincia di un monitoraggio degli edifici per la creazione di oasi climatiche, un percorso concreto finalizzato a dare risposte concrete, in attesa che siano stanziate dal Governo risorse proporzionate a garantire sicurezza climatica nelle scuole. La FLC CGIL ritiene inoltre fondamentale un adeguamento interno dei documenti di valutazione dei rischi, attraverso un reale coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti per la sicurezza», dichiara Tatiana Giuffredi, segretaria FLC CGIL.

«Rendere le scuole più fresche, confortevoli ed efficienti significa migliorare le condizioni in cui studenti e personale scolastico vivono quotidianamente, con ricadute positive anche sulla qualità della didattica. È un tema che richiede un confronto stabile tra istituzioni e rappresentanze economiche e che deve essere inserito in una programmazione di medio e lungo periodo.

In questo percorso, il tema delle risorse nazionali è centrale, così come il ruolo della Regione, che può contribuire a costruire e finanziare nuovi strumenti per accompagnare l’adeguamento delle strutture scolastiche. Un’esigenza che diventa ancora più evidente alla luce delle esperienze di Scuole Aperte: progettualità che hanno innovato la didattica e sostenuto le famiglie nelle politiche di conciliazione, ma che hanno reso ancora più urgente intervenire sul comfort climatico delle aule e sulla loro efficienza», dichiara Ughetta Fabris, responsabile Area CNA Education.

«Accogliamo con favore l’avvio del percorso condiviso promosso dalla Provincia. Il benessere climatico negli edifici scolastici non riguarda soltanto il comfort, ma rappresenta una priorità per la qualità dell’offerta formativa e per l’attrattività del territorio», sostiene Cristina Falavigna Area Education Confindustria Reggio Emilia. «È importante superare la logica dell’emergenza e definire, sulla base di dati oggettivi, una programmazione strutturale e calibrata sulle esigenze di ciascun edificio. Concordiamo inoltre sulla necessità di un fondo nazionale stabile e continuativo, perché interventi di questa portata richiedono una cornice pluriennale e risorse adeguate, affinché gli enti locali possano programmare e intervenire con efficacia. Riqualificare le scuole in chiave moderna e sostenibile significa realizzare un investimento strategico: per il futuro dei giovani, per la coesione sociale e per l’economia del territorio».

Pubblicato: 03 Ottobre 2026 — Ultima modifica: 08 Ottobre 2026